Il director di Lies of P promette: "Il sequel non vi deluderà"

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Dopo aver conquistato critica e pubblico nel 2023, stabilendo un nuovo e inaspettato punto di riferimento nel panorama dei Soulslike, Lies of P continua a mantenere alta l'attenzione degli appassionati. A consolidare ulteriormente la reputazione dello studio Neowiz, che ha saputo distinguersi in un genere notoriamente difficile, è arrivata l'espansione Overture, la quale, con le sue quindici-venti ore di contenuti inediti, si è rivelata ben più di un semplice DLC. Questo contenuto aggiuntivo, che ha introdotto nuovi boss, aree inesplorate e missioni narrative, è stato percepito da molti come una sorta di "quasi-sequel", un prodotto in grado di reggersi autonomamente e di offrire un'esperienza sostanziosa e compiuta. Un successo, il suo, che è stato poi sancito dalla vittoria di un premio ai Golden Joystick Awards 2025, riconoscimento che non fa che confermare la bontà del percorso intrapreso.

Un'eredità solida su cui costruire

Proprio in occasione di quel prestigioso riconoscimento, ottenuto per il titolo di miglior DLC dell'anno, il director Choi Ji-won è tornato a parlare del seguito, attualmente in sviluppo e comunemente indicato come Lies of P 2 sebbene non possieda ancora una denominazione ufficiale. "Non vi deluderà", ha assicurato Choi, le cui parole suonano come una promessa ben ponderata più che come una semplice affermazione di circostanza. A suffragio di questa fiducia, il regista ha citato esplicitamente l'impegno profuso e i traguardi raggiunti con Overture, quasi a volerla indicare come una prova generale, un banco di prova fondamentale per testare idee e meccaniche in vista di un progetto ancor più ambizioso.

Overture, un banco di prova per il futuro

Intervistato da GamesRadar, Choi Ji-won ha infatti spiegato come la maxi-espansione sia stata trattata internamente alla stregua di un vero e proprio seguito, un approccio che ha richiesto uno sforzo creativo e tecnico considerevole. Quel lavoro, come ha sottolineato, non è andato sprecato e costituisce un patrimonio di esperienza che tornerà indubbiamente utile durante lo sviluppo del secondo capitolo. L'espansione, insomma, non è stata un episodio a sé stante ma piuttosto un tassello strategico, un ponte gettato verso il futuro della serie, che ha permesso al team di affinare ulteriormente il proprio mestiere.

La sfida nel solco di un genere affermato

Che la FromSoftware detenga una posizione di indiscusso predominio nel genere è un dato di fatto incontrovertibile, trattandosi dello studio che, in un certo senso, lo ha forgiato. Eppure, tra i molti titoli che hanno tentato di emularne la formula, Lies of P si è distinto per essere probabilmente quello che più si è avvicinato, riuscendo a ritagliarsi uno spazio proprio pur nell'evidente omaggio alla vena più dark e steampunk di Bloodborne. La qualità sorprendente dell'esperienza di gioco, unita a una narrazione originale che rilegge in chiave grottesca la favola di Pinocchio, ha stupito una platea vasta e esigente, gettando le basi per un'aspettativa che il prossimo capitolo dovrà ora saper soddisfare.

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