Inter, Stankovic da record: è nella top 10 degli Under 21 più pagati di sempre
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
L’Inter ha ufficializzato il primo colpo di mercato in vista della stagione 2026/27, e non si tratta di un volto nuovo bensì di un gradito ritorno. Aleksandar Stankovic, centrocampista classe 2005, riabbraccia i colori nerazzurri dopo una sola stagione trascorsa in Belgio, al Club Bruges.
La dirigenza, come ampiamente previsto dagli addetti ai lavori, ha deciso di esercitare il diritto di recompra fissato a 23 milioni di euro, una cifra che, se da un lato rappresenta un esborso economico rilevante per un giovane calciatore, dall’altro sancisce la volontà del club di non perdere un talento considerato strategico per il futuro.
Va ricordato che nell’estate del 2025 il figlio di Deki era stato ceduto proprio ai belgi per una cifra base di circa 10 milioni, un’operazione che aveva permesso alle casse di respirare ma che, grazie alla clausola inserita nel contratto, non aveva mai interrotto il legame tra il ragazzo e la società di viale della Liberazione.
La strategia della recompra e i numeri da protagonista
L’affare, perfezionato in queste ore con la firma di un contratto che legherà il serbo all’Inter fino al 2031, è il risultato di una pianificazione precisa che risale a diversi mesi fa. A differenza di quanto accade per altre operazioni di mercato, spesso dettate dall’urgenza o dall’improvvisazione, in questo caso i nerazzurri hanno mantenuto un controllo costante sulla situazione: Stankovic, infatti, è cresciuto nel settore giovanile interista sotto la guida di Cristian Chivu, l’attuale allenatore della prima squadra.
La sua esperienza in Belgio è stata tutt’altro che banale; l’ambiente del Bruges, rinomato per la sua capacità di valorizzare i prospetti, gli ha permesso di accumulare minuti pesanti sia in campionato (con 39 presenze) sia in Champions League, dove ha timbrato il cartellino per tre volte. I numeri complessivi – nove reti e cinque assist tra tutte le competizioni – raccontano di un centrocampista che non è più una semplice promessa, ma un giocatore concreto, capace di incidere nella trequarti pur partendo da una posizione centrale o di contenimento.
Nella top ten degli under 21 più cari della storia
L’investimento da 23 milioni, che diventeranno 13 al netto della precedente plusvalenza, ha un effetto collaterale statistico di tutto rispetto: proietta Aleksandar Stankovic direttamente nella top ten degli acquisti più costosi di sempre per quanto riguarda i calciatori sotto i 21 anni nella storia del club. Un piazzamento, questo, che lo colloca in una classifica prestigiosa, quella che vede nomi del calibro di Achraf Hakimi (arrivato dal Real Madrid per 43 milioni) e Adriano (rientrato dal Parma per 23,4 milioni) nelle posizioni di vertice.
Pur non trattandosi di una cifra astronomica in relazione all’inflazione del mercato attuale, il dato sottolinea quanto l’Inter creda fermamente nelle qualità fisiche e tecniche del giovane serbo. La presenza in questa speciale graduatoria, condivisa anche con l’attaccante Ange-Yoan Bonny, evidenzia la volontà di Oaktree di puntare su profili giovani ma dal costo ormai "sganciato" dai parametri delle scommesse a basso costo.
Il fattore Chivu e l’identità di centrocampo
La volontà dell’allenatore, Cristian Chivu, ha giocato un ruolo determinante in questa operazione. Il tecnico romeno, che proprio in questi giorni ha trovato l’accordo per il rinnovo del contratto, conosce Stankovic meglio di qualsiasi altro allenatore: i due hanno già condiviso gli spogliatoi nella Primavera nerazzurra, un’esperienza che ha lasciato un segno profondo nel percorso di crescita del ragazzo.
Chivu, nel disegnare il centrocampo dell’Inter per la prossima stagione, ha chiesto esplicitamente di poterlo avere a disposizione, considerandolo non un semplice prospetto da girare in prestito, ma una pedina utile già da subito. Se da un lato il mercato dei top club europei (si parlava di interessi concreti da Premier League e Bundesliga) potrebbe bussare con offerte ben più alte dei 23 milioni spesi, dall’altro il ritorno a Milano rappresenta per "Ale" la realizzazione di un sogno, quello di emulare le gesta del padre Dejan, simbolo del Triplete del 2010.




