La strana storia dei fratelli Stankovic, l’Inter e quel mercato che aspetta l’estate
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Redazione Sport
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Il meccanismo, per chi ha familiarità con le dinamiche di viale della Liberazione, è talmente rodato da sembrare quasi un rituale. Un giovane di belle speranze, una parentesi in prestito studiata nei minimi dettagli per garantirgli un minutaggio che a Milano, tra campioni affermati e pressioni quotidiane, sarebbe stato impossibile da trovare, e poi il ritorno alla base, nella speranza che quel ragazzo sia diventato finalmente un uomo, pronto per la consacrazione. L’Inter, in questo gioco di attese e valutazioni, ha saputo spesso muoversi con una certa abilità negli ultimi anni, e i casi di Pio Esposito – lo si è visto allo Spezia, dove ha preso per mano l’attacco – e di Aleksandar Stankovic, che prima al Lucerna e poi al Bruges ha fatto intravedere doti da regista di alto livello, rappresentano gli ultimi, felici esempi di una strategia che adesso si appresta a vivere un nuovo capitolo.
Proprio Aleksandar, figlio di quel Dejan Stankovic che indossò con onore le maglie di Lazio e Inter, sta per cambiare il proprio status nelle gerarchie nerazzurre. Non sarà più solo un nome da tenere in osservazione, un giovane da monitorare a distanza con la speranza che faccia il salto di qualità; il club, invece, intende riportarlo sotto il proprio controllo con un peso specifico ben diverso, in vista di un’estate, quella del 2026, che si preannuncia già come particolarmente delicata per gli equilibri del centrocampo. La sua crescita in Belgio, dove si sta imponendo con continuità, lo ha trasformato in un’opzione concreta per la prossima stagione.
La doppia pista e il rebus della porta
Se il ritorno di Aleksandar sembra tracciato lungo un percorso già visto, la situazione si fa più complessa – e affascinante – se si allarga lo sguardo all’altro fratello, Filip. Perché se il centrocampo sta per riabbracciare uno dei suoi gioielli, la porta nerazzurra vive un momento di totale incertezza. La futura stagione 2026/27 si presenta con una certezza paradossale: né Yann Sommer né Josep Martinez, seppur per motivi diametralmente opposti, vestiranno i panni del numero uno titolare della Beneamata. Lo svizzero, ormai in una fase avanzata della carriera, potrebbe valutare un prolungamento solo in funzione di un ruolo da dodicesimo; lo spagnolo, dall’altro lato, dovrà confrontarsi con le aspettative che accompagnano un investimento ancora tutto da verificare.
In questo scenario di incertezza, ecco che il nome di Filip Stankovic torna a circolare con insistenza. La sua stagione lontano da Milano, tra i pali del Venezia, è finora da incorniciare. La squadra lagunare, reduce dal pareggio contro il Monza, si trova saldamente al primo posto in classifica in Serie B, e gran parte di questo merito va ascritto alle sue super parate. La scorsa estate il Venezia lo aveva prelevato a Titolo definitivo dai nerazzurri per una cifra intorno ai due milioni di euro, un affare che sembrava aver chiuso definitivamente il legame tra il portiere e l’Inter.
Un accordo, una clausola e la possibilità del ritorno
Eppure, proprio in quell’operazione con il club veneto potrebbe celarsi la chiave per un clamoroso ritorno. Secondo gli accordi stipulati al momento della cessione, l’Inter avrebbe inserito una clausola, o comunque una condizione contrattuale, che le consentirebbe di riavere indietro il portiere in determinate circostanze. Se la volontà della dirigenza è quella di rivedere Aleksandar a Milano con un ruolo di primo piano, non è escluso che lo stesso destino possa riservare una sorpresa anche per Filip, andando a ricomporre una coppia di fratelli che, in maglia nerazzurra, rappresenterebbe una storia dai contorni quasi romantici.
Il mercato dell’Inter, dunque, si prepara a un’estate di cambiamenti profondi. A centrocampo, le pedine si muovono con la consapevolezza che il rientro di Aleksandar Stankovic andrà a sommarsi ad altre possibili operazioni in uscita, con Davide Frattesi al centro di corteggiamenti che arrivano da Roma e Napoli. Tra certezze in via di definizione e vecchie conoscenze pronte a riabbracciare il proprio passato, i fratelli Stankovic rappresentano l’emblema di una strategia che non smette mai di guardare a ciò che si è seminato altrove, con la speranza di raccogliere frutti maturi a casa propria.




