Clacton, Farage si gioca il seggio tra inchieste e lo sfidante con il bidone in testa

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Una delle elezioni suppletive più bizzarre nella storia politica britannica si consuma oggi a Clacton-on-Sea, la località balneare dell'Essex che Nigel Farage, leader di Reform UK, ha scelto come palcoscenico per quella che lui stesso definisce una sfida tra il "popolo" e l'"establishment". Gli elettori, circa 78.245 aventi diritto, sono chiamati alle urne in un clima surreale, con il leader populista che si trova a fronteggiare un avversario decisamente atipico.

A contendersi la scena, infatti, non c'è un esponente dei partiti tradizionali, tutti in regime di boycotting, bensì una sorta di "guerriero spaziale" con un secchio della spazzatura in testa. Si tratta di Count Binface, il personaggio satirico nato dalla fantasia del comico Jon Harvey, destinato a rubare la scena e, forse, una fetta non trascurabile di consensi.

Le dimissioni e l'inchiesta: perché si vota a Clacton

A scatenare il tutto è stata la decisione a sorpresa di Farage, che lo scorso 8 luglio ha rassegnato le proprie dimissioni da deputato per il seggio di Clacton, conquistato solo due anni prima con il 46 per cento dei voti. Un gesto apparentemente controintuitivo, quello di abbandonare un seggio sicuro, se non fosse che nelle sue intenzioni si configurava come una mossa per forzare la mano ai suoi accusatori.

Il parlamentare, infatti, era finito nel mirino del Parliamentary Commissioner for Standards, l'organismo che vigila sulla condotta etica dei deputati, per una presunta mancata dichiarazione di una donazione da 5 milioni di sterline ricevuta dal miliardario delle criptovalute Christopher Harborne prima delle elezioni del 2024. A questa indagine si è aggiunta quella su altri regali non dichiarati, inclusi quelli provenienti dal truffatore George Cottrell.

Con le dimissioni, Farage ha di fatto messo in pausa le indagini, presentandosi però subito dopo come ricandidato e trasformando la suppletiva in un referendum sulla propria persona e su ciò che lui definisce un "complotto" delle élite politiche e mediatiche.

Il boicottaggio dei grandi partiti e il record di candidati

La strategia del leader di Reform UK, che mirava a trasformare la consultazione in un duello diretto con l'establishment, ha incontrato però un ostacolo imprevisto. I principali partiti britannici – il Partito Laburista del primo ministro Keir Starmer, i Conservatori di Kemi Badenoch, i Liberal Democratici e i Verdi – hanno tutti annunciato il boicottaggio delle urne, bollando l'iniziativa come uno "scherzo" o uno "stunt politico" indegno di essere preso sul serio.

La scelta di non partecipare ha paradossalmente aperto le porte a una miriade di candidati minori, indipendenti e, come spesso accade nel Regno Unito, a una nutrita schiera di candidati satirici. Il risultato è un record assoluto: ben 34 candidati in lizza per un seggio parlamentare, il numero più alto mai registrato nella storia britannica. Una scheda elettorale lunga quasi un metro, che ha creato non pochi grattacapi logistici agli organizzatori del voto a Clacton Leisure Centre, dove gli scrutini si preannunciano particolarmente lunghi.

Farage contro il "Guerriero Spaziale": chi è Count Binface

In questo vuoto di candidature "serie", la figura di Count Binface è emersa come il principale antagonista di Farage, catalizzando l'attenzione dei media di tutto il mondo e diventando un fenomeno virale. L'alter ego di Jon Harvey, comico di formazione oxoniense, si presenta con un'armatura argentata e un bidone della spazzatura grigio in testa, autodefinendosi un "guerriero spaziale intergalattico". Ma dietro l'apparente assurdità del personaggio si cela una consolidata tradizione della satira politica britannica.

Le sue promesse elettorali, volutamente demenziali, mirano a smascherare l'ipocrisia della politica tradizionale: dall'abolizione del Var nel calcio alla coscrizione obbligatoria per chi ascolta musica ad alto volume sui mezzi pubblici, fino alla "nazionalizzazione" della cantante Adele. Un programma, quest'ultimo, che secondo alcuni calcoli di economisti costerebbe alle casse statali circa mezzo miliardo di sterline.

Già comparso in altre competizioni elettorali, come quelle contro Boris Johnson o Rishi Sunak, Binface sembra aver trovato nella suppletiva di Clacton il suo momento di massima ribalta.

I sondaggi: tra favoritismo e malumore popolare

Nonostante l'enorme popolarità mediatica del suo rivale, i sondaggi locali dipingono uno scenario in cui Nigel Farage rimane il netto favorito per la riconquista del seggio. Un recente sondaggio di Survation per Mandate Research, condotto tra gli elettori di Clacton, attribuisce al leader di Reform UK il 73 per cento delle preferenze, contro il 20 per cento di Count Binface.

Un altro dato, proveniente da un sondaggio Ipsos a livello nazionale, racconta però una storia diversa, rivelando un profondo malumore dell'opinione pubblica verso l'ex uomo del Brexit: il 33 per cento degli intervistati ha dichiarato di preferire una vittoria di Count Binface, contro il 21 per cento che invece sostiene Farage. Un paradosso che sottolinea come, agli occhi di molti, la vicenda abbia assunto i contorni di una farsa, con il leader populista costretto a difendere la propria poltrona da un candidato che con la politica tradizionale non ha nulla a che fare.

Come ha osservato un professore di scienze politiche della Queen Mary University di Londra, il fatto di dover competere con un uomo vestito come un bidone della spazzatura rischia di far apparire Farage "piuttosto sciocco".

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