Bimba morta a Bordighera, le sorelline raccontano gli abusi emersi nell’inchiesta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La vicenda della bimba morta a Bordighera ha assunto contorni sempre più gravi dopo gli sviluppi dell’inchiesta sulla morte della piccola Beatrice, la bambina di due anni trovata senza vita nella casa in cui viveva con la madre e le sorelle. Tra gli elementi emersi figurano le dichiarazioni delle sorelline, che hanno riferito che la bambina sarebbe stata messa sott’acqua nel tentativo di verificare se potesse riprendersi. Le testimonianze si inseriscono in un quadro investigativo che ha progressivamente allontanato la versione iniziale dell’incidente domestico e che ha portato gli investigatori ad approfondire le condizioni in cui la piccola viveva prima della morte.

Per mesi il caso era stato collegato al racconto secondo cui Beatrice sarebbe morta dopo una caduta dalle scale avvenuta nella sua abitazione di Bordighera, vicino a Imperia, il 9 febbraio scorso. Con il passare delle settimane, però, gli accertamenti hanno fatto emergere una ricostruzione differente. Secondo quanto emerso dall’indagine, la bambina sarebbe morta 36 ore prima del ritrovamento del corpo nel lettino. Gli investigatori hanno inoltre concentrato l’attenzione su episodi che, stando agli elementi raccolti, non sarebbero stati isolati ma inseriti in una situazione di violenze e maltrattamenti che si sarebbe protratta nel tempo.

Le testimonianze e gli elementi raccolti dagli investigatori

Uno degli aspetti più pesanti emersi nel corso delle indagini riguarda proprio le dichiarazioni delle sorelline della bambina. I loro racconti hanno contribuito ad arricchire il quadro investigativo insieme ad altri riscontri acquisiti dagli inquirenti. Le testimonianze descrivono circostanze considerate particolarmente rilevanti per comprendere quanto accaduto nelle ore precedenti alla morte della piccola. Nel materiale raccolto dagli investigatori compaiono inoltre riferimenti a episodi di botte, colpi e schiaffi che, secondo l’accusa, non sarebbero stati occasionali ma parte di una situazione di maltrattamenti protratta nel tempo.

L’inchiesta ha portato alla luce anche ulteriori elementi contenuti nei telefoni cellulari sequestrati. Tra questi vi sarebbero fotografie e messaggi che, secondo quanto contestato dagli investigatori, documenterebbero le condizioni della bambina dopo alcuni pestaggi. Proprio l’analisi di questo materiale avrebbe contribuito a rafforzare il quadro accusatorio costruito dalla Procura. Gli accertamenti hanno quindi affiancato alle testimonianze una serie di riscontri ritenuti significativi per ricostruire la sequenza degli eventi e verificare quanto accaduto all’interno dell’abitazione.

La svolta del 30 maggio e l’arresto di Manuel Iannuzzi

La svolta nell’indagine è arrivata all’alba di sabato 30 maggio, quando i carabinieri si sono presentati nell’abitazione di Manuel Iannuzzi, 42 anni, compagno della madre della bambina. L’uomo era già indagato dalla Procura e nei suoi confronti è stato eseguito un provvedimento che lo ha portato in carcere. L’arresto rappresenta uno dei passaggi più rilevanti dell’inchiesta aperta dopo la morte della piccola Beatrice e segue gli approfondimenti svolti dagli investigatori nei mesi successivi al decesso della bambina.

La madre della piccola, Manuela Aiello, era stata arrestata nelle ore successive alla morte della figlia. Con il nuovo sviluppo investigativo è stato arrestato anche il compagno, già coinvolto nell’indagine. Le accuse contestate sono quelle di maltrattamenti aggravati dalla morte. Gli investigatori continuano a ricostruire i fatti che hanno preceduto il decesso della bambina, mentre gli elementi raccolti nel corso delle indagini hanno progressivamente delineato una ricostruzione diversa rispetto a quella inizialmente fornita. Al centro del procedimento restano le condizioni in cui viveva Beatrice, le testimonianze raccolte e il materiale acquisito dagli inquirenti, considerato determinante per comprendere quanto accaduto prima della tragedia avvenuta nella casa di Bordighera.

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