Autopsia Beatrice, nuovi dettagli sulla morte della bimba di 2 anni
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Redazione Interno
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L’autopsia Beatrice ha fatto emergere nuovi elementi sulla morte della bambina di 2 anni trovata senza vita il 9 febbraio scorso nell’abitazione della madre a Bordighera. Secondo le prime informazioni sull’esame effettuato sul corpo della piccola, oltre alla violenta emorragia cerebrale che avrebbe provocato il decesso, sarebbero state rilevate anche tracce di nicotina nei polmoni. Gli accertamenti avrebbero indicato che la sostanza sarebbe arrivata attraverso un’aspirazione e non soltanto per una semplice esposizione al fumo passivo, aggiungendo un ulteriore elemento alla ricostruzione della vicenda.
Gli elementi emersi dall’esame autoptico
I risultati dell’autopsia sulla bambina morta a Bordighera delineano un quadro caratterizzato da più aspetti rilevanti. I medici avrebbero accertato un trauma cranico con una conseguente emorragia cerebrale, indicata come causa del decesso, ma anche un grave stato di denutrizione. Dall’esame sarebbe inoltre emerso che Beatrice avrebbe avuto altre emorragie e condizioni fisiche compromesse. Questi elementi fanno parte degli accertamenti condotti per chiarire le circostanze che hanno portato alla morte della piccola e il periodo precedente al decesso.
Secondo quanto riportato dagli accertamenti, la presenza di nicotina nei polmoni della bambina sarebbe compatibile con un’aspirazione della sostanza. Le informazioni emerse collegano questo dato all’ipotesi che alla piccola venissero fatte fumare marijuana, elemento che dovrà essere valutato nell’ambito delle indagini. L’autopsia ha quindi fornito nuovi dettagli sulle condizioni della bambina e sugli aspetti che gli investigatori stanno ricostruendo dopo il ritrovamento del corpo nell’abitazione della madre.
La ricostruzione della morte e i soccorsi mancati
Dall’esame autoptico emergerebbe anche che Beatrice avrebbe potuto essere salvata se fosse stata chiamata un’ambulanza in tempo. La bambina, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, avrebbe potuto ricevere assistenza medica prima che l’emorragia cerebrale diventasse irreversibile. La chiamata ai soccorsi, però, non sarebbe stata effettuata nella fase in cui un intervento sanitario avrebbe potuto cambiare l’esito della situazione. Quando i soccorritori furono infine avvertiti, la piccola era già morta.
La vicenda riguarda la morte della bambina di due anni avvenuta il 9 febbraio scorso a Bordighera. Per il caso si trovano in carcere la madre, Emanuela Aiello, e il compagno della donna, Emanuel Iannuzzi, entrambi accusati di maltrattamenti aggravati dalla morte della piccola. I due si sono sempre dichiarati innocenti. Gli elementi raccolti attraverso gli accertamenti medico-legali vengono ora utilizzati per ricostruire quanto accaduto nell’abitazione e le condizioni in cui si trovava Beatrice prima del decesso.
Le indagini dopo la morte della bambina
La morte di Beatrice resta al centro degli accertamenti che puntano a chiarire tutti gli aspetti della vicenda, dalle cause immediate del decesso fino alle condizioni di salute della bambina nei giorni precedenti. L’autopsia ha indicato la presenza dell’emorragia cerebrale, del trauma cranico e del quadro di denutrizione, insieme al dato relativo alla nicotina rilevata nei polmoni. Le informazioni raccolte dagli esami dovranno essere inserite nella ricostruzione complessiva degli investigatori per definire la dinamica dei fatti.




