Maltempo nel Messinese: off-limits due gallerie, chiuse le scuole. L’ordinanza del sindaco Basile.
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Redazione Interno
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Una notte di raffiche violente, quelle che hanno spazzato la costa tirrenica della Sicilia orientale, e un’allerta gialla che per la giornata di domani, venerdì 13 febbraio, si tramuta in provvedimenti immediati e necessari. Il sindaco di Messina Federico Basile, raccogliendo gli aggiornamenti del Dipartimento regionale della Protezione civile, ha firmato un’ordinanza che impone la chiusura di tutti gli edifici scolastici di ogni ordine e grado, così come degli impianti sportivi cittadini: una misura cautelativa, spiegano dalla sua segreteria, adottata non tanto per le precipitazioni — le quali si presentano comunque a carattere sparso e talvolta di notevole intensità — quanto piuttosto per quelle raffiche di burrasca nord-occidentali che, localmente, hanno già toccato picchi da tempesta vera e propria -1-6.
Non è solo il capoluogo peloritano, però, a fare i conti con lo scudiscio dell’Atlantico. Lungo la statale 113 Settentrionale Sicula, all’altezza di Gioiosa Marea, i tecnici dell’Anas hanno dichiarato off-limits le gallerie Calavà I e Calavà II. Il forte vento, la cui forza non accenna a diminuire nonostante l’alternarsi delle ore, ha suggerito — anzi, imposto — una chiusura precauzionale di quei due tunnel per scongiurare qualsiasi pericolo per gli automobilisti, deviati sulla provinciale 133 o sull’autostrada A20 -1. È il vento, lo si capisce, il vero protagonista silenzioso e ostile di questa fase meteo: a Brolo, comune sempre nel Messinese, una centralina ha registrato una raffica massima di 123 chilometri orari, un valore che di per sé spiega l’attenzione massima delle autorità locali.
E mentre i sindaci dei comuni limitrofi — da Milazzo a Barcellona Pozzo di Gotto, da Lipari a Valdina, giusto per citarne alcuni — allineano le proprie disposizioni a quelle di Palazzo Zanca, il servizio PRETEMP, quel gruppo di lavoro specializzato nella previsione dei temporali severi, continua a monitorare l’evolversi di un flusso occidentale che pare inesauribile -5-10. Le loro analisi parlano di una saccatura atlantica che, approfondendosi, mantiene attivo un minimo di bassa pressione capace di generare, anche nelle prossime ore, sistemi convettivi organizzati. Le raffiche di vento, in questo quadro, restano il pericolo principale: si parla di shear verticale elevato, di valori che superano i 30 metri al secondo in quota, di quella che i tecnici definiscono “convezione organizzata”.
Le previsioni probabilistiche e l’estensione del fenomeno
L’analisi di PRETEMP, pubblicata nella giornata odierna, evidenzia come l’intera fascia tirrenica della Sicilia settentrionale — e quindi l’area metropolitana di Messina in primis — si trovi in una condizione di vulnerabilità non tanto per l’energia termodinamica pura, quanto per la dinamica dei venti sinottici. La combinazione tra l’aria fredda in quota e il richiamo mite nei bassi strati produce un gradiente barico notevole, e l’effetto orografico dei Peloritani non fa che incanalare e intensificare ulteriormente queste masse d’aria in movimento -10. Per questo l’allerta, sebbene classificata con il colore giallo, impone una fase operativa di attenzione tutt’altro che scontata.
Non piove ovunque, è vero, e quando accade i rovesci sono rapidi, ma l’acqua che cade lo fa con un’intensità tale da saturare in pochi minuti il sistema di drenaggio urbano. A questo si aggiunge la componente delle mareggiate: le coste esposte ai venti occidentali, quelle che guardano verso le Eolie, ricevono ondate sostenute che in alcuni tratti hanno già superato il lungomare. È un quadro composito, quello che si è materializzato sullo Stretto, e che costringe alla prudenza anche gli operatori portuali.
Il dispositivo di Protezione civile e le ripercussioni viabilistiche
La decisione assunta da Basile, sebbene limitata alla sola giornata del 13 febbraio, ha il sapore di una sospensione forzata delle ordinarie attività cittadine. Scuole vuote, impianti sportivi serrati, e una raccomandazione implicita — perché non scritta nei protocolli ufficiali — a limitare gli spostamenti non necessari. La Protezione civile regionale, dal canto suo, non ha alzato il livello di criticità, ma la persistenza di queste condizioni per oltre quarantotto ore consecutive comincia a mostrare i primi segni di usura sulla viabilità e sulla quotidianità dei residenti -4-9.
Sull’autostrada A20, quella che collega Messina a Palermo, il traffico pesante viene fatto sfilare con cautela, e alcuni tratti risultano al momento privi di protezioni paravento adeguate. Le gallerie Calavà, punto di snodo fondamentale per la mobilità verso i Nebrodi, resteranno interdette fino a quando i rilevamenti anemometrici non certificheranno un rientro delle raffiche entro soglie di sicurezza. Chi proviene da ovest e deve raggiungere la città dello Stretto si trova così a dover percorrere arterie secondarie, con inevitabili allungamenti dei tempi di percorrenza.
Il bollettino PRETEMP e l’evoluzione della perturbazione
L’aggiornamento più dettagliato, quello pubblicato dagli esperti di PRETEMP, insiste su un concetto preciso: non siamo dinanzi a un episodio isolato, ma a una sequenza di perturbazioni che si susseguono lungo la medesima traiettoria oceanica. Il flusso zonale, alimentato da un profondo minimo di bassa pressione, spinge perturbazioni in serie verso il Mediterraneo centrale, e per quanto la giornata di domani possa rappresentare un parziale miglioramento rispetto alle ultime ore, l’intera struttura sinottica rimane in movimento -5. Alcuni rovesci di natura convettiva, inoltre, potrebbero ripresentarsi nella notte tra venerdì e sabato, sebbene con energia minore.
Non vi è, in questa fase, alcuna previsione di cessazione definitiva dell’allerta, né alcuna comunicazione ufficiale che autorizzi a pensare a un immediato ritorno alle condizioni di normalità. I modelli previsionali, anzi, continuano a restituire scenari in cui il vento di burrasca resta protagonista assoluto sull’area tirrenica, mentre il comparto ionico appare al momento meno esposto ma comunque monitorato per eventuali sviluppi temporaleschi.




