Castelli e il ponte sullo Stretto: "La Lega ha tradito il Nord, Bossi soffrirebbe"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Roberto Castelli, ex ministro della Giustizia e storico esponente della Lega Nord, non nasconde la sua delusione. A pochi giorni dall’approvazione del progetto definitivo per il ponte sullo Stretto, l’ex guardasigilli lancia un’accusa precisa: «Umberto Bossi starebbe soffrendo per quello che è diventato il partito». La Lega, secondo lui, ha voltato le spalle al Nord, dimenticando le battaglie che ne avevano segnato l’ascesa. «Ormai ci prendono in giro», aggiunge, senza mezzi termini, riferendosi a un’opera che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe unire il Paese ma che, per molti, rischia di diventare un simbolo di divisione.

D’altronde, non sono pochi quelli che vedono nel maxi-progetto un’operazione più politica che strategica. Lo sostiene, con la sua solita ironia, anche Pif, che definisce il ponte «un monumento all’ego di Salvini». Per il regista siciliano, l’infrastruttura non porterà benefici concreti all’isola: «Ai siciliani non cambierà nulla», afferma, sottolineando come i veri problemi del Mezzogiorno – dalle carenze viarie alla mancanza di servizi – restino irrisolti. E c’è chi, come alcuni abitanti di Messina, teme che l’opera finisca per isolare ancora di più la città, già penalizzata da decenni di abbandono.

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