Ponte sullo Stretto, Salvini annuncia l'ok per mercoledì ma i no-ponte restano scettici
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Redazione Interno
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Mentre Matteo Salvini proclama a gran voce che mercoledì arriverà il via libera definitivo al Ponte sullo Stretto, le associazioni ambientaliste e i gruppi contrari all’opera si preparano a presentare un nuovo ricorso all’Unione Europea. «Non è l’inizio dei lavori», ribadiscono gli attivisti di Invece del Ponte, smorzando l’entusiasmo del ministro delle Infrastrutture, che ha definito l’approvazione imminente una «giornata storica».
Il Cipe, secondo quanto annunciato da Salvini, dovrebbe dare il via libera al progetto definitivo mercoledì 7 agosto, sbloccando un’opera che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe trasformare il Mezzogiorno in un «cuore pulsante del Mediterraneo». Nino Germanà (Lega) parla di un collegamento «storico» tra Sicilia ed Europa, mentre Matilde Siracusano (Forza Italia) lo definisce un «mercoledì straordinario» per una regione che «si rialza e guarda lontano». Ma al di là della retorica politica, i dubbi restano.
Il costo dell’opera, stimato in almeno 13,5 miliardi, è solo uno dei nodi irrisolti. Le critiche riguardano l’impatto ambientale, la stabilità sismica dell’area e l’effettiva utilità di un’infrastruttura che, secondo gli oppositori, rischia di diventare un «elefante bianco». Nonostante Salvini assicuri che i cantieri apriranno entro l’estate, i no-ponte ricordano che, finora, ogni annuncio si è scontrato con intoppi burocratici e ricorsi legali.
Intanto, l’Unione Europea potrebbe essere chiamata a pronunciarsi nuovamente sul progetto, dopo che le associazioni ambientaliste hanno presentato un reclamo per violazione delle normative comunitarie. Se da un lato il governo insiste nel presentare il ponte come un’opera ormai inevitabile, dall’altro i detrattori sottolineano che, fino a quando non ci sarà un primo colpo di piccone, ogni celebrazione sarà prematura.




