A Messina la prima protesta contro il ponte sullo Stretto, mentre Salvini esulta
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Redazione Interno
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A due giorni dall’approvazione del progetto definitivo del ponte che unirà Calabria e Sicilia, Messina ha visto scendere in piazza i primi oppositori, decisi a replicare le battaglie dei No Tav. "Non passerete, non passerete!!!", ha gridato una delle organizzatrici del corteo, annunciando una resistenza senza compromessi. "Bloccheremo i cantieri con ogni mezzo", ha aggiunto, senza nascondere l’intenzione di ricorrere a iniziative di piazza per ostacolare i lavori.
La polemica, intanto, si è estesa oltre i confini della Sicilia. Michele Serra, su Repubblica, ha ironizzato sul progetto definendolo "il Ponte con la maiuscola", ma la sua critica, pur affilata, non ha convinto tutti. Il riferimento agli "uccelli del malaugurio" che aleggerebbero sull’opera voluta da Giorgia Meloni e Matteo Salvini ha suscitato reazioni contrastanti, anche tra chi solitamente apprezza il suo stile.
Proprio Salvini, vicepremier e ministro dei Trasporti, ha rivendicato con orgoglio l’approvazione del progetto come una vittoria personale. "Nel 2018 mi dicevano che non avrei fermato gli sbarchi, e invece ci sono riuscito. Fino a ieri sostenevano che non avrei mai fatto partire i cantieri del ponte. Ora è fatta", ha dichiarato, con un tono che ricorda i suoi post sui social. Per lui, si tratta di "una delle maggiori soddisfazioni della mia carriera politica", un’opera che il centrodestra considera un merito esclusivo della propria azione di governo.
Non mancano, però, i retroscena. Il ponte sullo Stretto era stato accantonato durante l’esecutivo Monti, in un periodo in cui l’Italia sembrava piegarsi alle direttive di Bruxelles. La decisione, all’epoca, aveva suscitato malumori, soprattutto al Sud, dove molti vedevano nell’infrastruttura un simbolo di sviluppo negato. Ora che il progetto è stato resuscitato, le divisioni riemergono, tra chi lo considera una priorità e chi lo giudica uno spreco di risorse.




