La verità di Sandokan: l'ex superboss pentito svela i segreti della camorra
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Redazione Interno
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Francesco Schiavone, noto come "Sandokan", ex capoclan dei Casalesi, ha deciso di collaborare con la giustizia italiana. L'uomo, che ha incontrato gli inquirenti cinque volte, ha promesso di rivelare tutto ciò che sa sul sottobosco criminale italiano. "Sono un uomo d'onore, dirò tutta la verità", ha dichiarato ai magistrati.
La collaborazione con la giustizia
Schiavone è in carcere dal 1998 in regime di 41-bis. Dopo 26 anni di detenzione, ha deciso di collaborare con la giustizia, seguendo le orme del figlio primogenito Nicola, che si è pentito nel 2018, e del fratello Walter, che ha fatto lo stesso tre anni dopo.
Le rivelazioni sulle Ecomafie
Nel 1997, Carmine Schiavone, cugino di Francesco 'Sandokan' Schiavone e collaboratore di giustizia, aveva già fornito molte informazioni sul clan dei Casalesi. Le sue dichiarazioni furono poi secretate per oltre 16 anni e rese pubbliche solo nel 2013 dalla Camera.
La cattura di Sandokan
La scoperta del rifugio in cui si nascondeva Sandokan fu il risultato di una classica indagine, come raccontato da Guido Longo, ex capocentro della Dia ed ex questore di Palermo, Reggio Calabria e Caserta. La cattura di Schiavone segnò un importante passo avanti nella lotta alla criminalità organizzata in Italia.
Le deposizioni di Schiavone potrebbero rivelare nuovi capitoli della storia italiana, arricchendo la nostra comprensione del mondo criminale. La sua decisione di collaborare con la giustizia rappresenta un importante passo avanti nella lotta alla criminalità organizzata. Ora, l'Italia attende con ansia le sue rivelazioni.




