Pop Sondrio, Pedranzini: il mercato premia il nostro titolo e penalizza BPER

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mercato finanziario ha reagito in modo netto all’offerta pubblica di scambio lanciata da BPER su Banca Popolare di Sondrio, un’operazione definita “non concordata” dal consigliere delegato e direttore generale di quest’ultima, Mario Alberto Pedranzini. In una lettera inviata ai dipendenti del gruppo, Pedranzini ha sottolineato come, dopo la conference call con gli analisti per comunicare i risultati di preconsuntivo migliori della storia della banca, il titolo di Sondrio abbia registrato un ulteriore apprezzamento, mentre quello di BPER abbia subito una penalizzazione.

La proposta di scambio, valutata 4,3 miliardi di euro, prevedeva un premio del 6,6% sui prezzi di giovedì scorso, ma già nella seduta di venerdì 7 febbraio si è trasformata in uno sconto del 5,5%. Questo ribaltamento è stato determinato dal balzo del 5,39% del titolo di Sondrio, che ha raggiunto i massimi dal 2007 con volumi di scambio nove volte superiori alla media, e dal crollo del 7,57% di quello di BPER. Gli investitori, evidentemente, hanno ritenuto l’offerta insufficiente per valorizzare adeguatamente la banca valtellinese.

Gianni Franco Papa, amministratore delegato di BPER, ha definito l’operazione “non ostile” ma ha ribadito che il prezzo offerto, pari a 9,52 euro per azione, rappresenta già una piena valorizzazione di Popolare di Sondrio e non sarà modificato. «Insieme, avremmo più di 2.000 filiali», ha aggiunto Papa, sottolineando i vantaggi di una fusione che rafforzerebbe la presenza di BPER nelle regioni più ricche del Nord Italia, in particolare in Lombardia.

Secondo analisti come Morningstar e DBRS, il track record di BPER e il supporto di Unipol potrebbero agevolare il successo dell’offerta. Tuttavia, il mercato sembra avere le idee chiare: mentre Sondrio viene vista come un asset solido e appetibile, BPER paga lo scotto di un’operazione percepita come forzata e non pienamente condivisa.

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