Il governo investe 200 milioni nel nucleare di Newcleo, puntando sui mini reattori a piombo liquido

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Redazione Interno Redazione Interno   -   ROMA – Mentre l’Europa discute sulla transizione energetica, l’Italia compie una mossa inaspettata, destinata a riaccendere il dibattito sul nucleare. Il governo, attraverso il ministero delle Imprese e del Made in Italy e quello dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha confermato l’intenzione di investire fino a 200 milioni di euro in Newcleo, startup torinese specializzata in reattori modulari di quarta generazione raffreddati a piombo liquido. Un progetto che guarda all’ex centrale Enea del Brasimone, in provincia di Bologna, dove l’azienda – fondata nel 2021 dall’ex ricercatore del Cern Stefano Buono, insieme a Elisabeth Rizzotto e Luciano Cinotti – ha già allocato 90 milioni e impiega un centinaio di ricercatori.

La scelta non è casuale. Quella del Brasimone, attiva dagli anni ’60 fino alla moratoria del 1987, è una struttura simbolo, oggi al centro di sperimentazioni avanzate. I reattori SMR (Small Modular Reactors) proposti da Newcleo, più compatti e sicuri rispetto ai modelli tradizionali, rappresentano una delle frontiere più promettenti del settore, tanto da attirare l’interesse anche della Francia, che però non ha ancora formalizzato alcun accordo. La tecnologia a piombo, oltre a ridurre i rischi di fusione, permetterebbe di riutilizzare le scorie esistenti, un dettaglio non trascurabile in un Paese che ancora stenta a trovare una soluzione per lo stoccaggio delle scorie radioattive.

L’eventuale ingresso dello Stato nel capitale di Newcleo – al momento valutata 4 miliardi – segnerebbe una svolta dopo decenni di immobilismo. Urso e Pichetto Fratin, in visita all’impianto mesi fa, hanno ribadito l’importanza strategica di «partecipare attivamente» allo sviluppo di queste tecnologie, evitando però di legarsi a tempi precisi. Restano nodi da sciogliere, a cominciare dall’iter autorizzativo e dal quadro normativo, ancora carente per progetti di questo tipo. Intanto, l’azienda prosegue i test, mentre il governo valuta se affiancare all’investimento finanziario anche agevolazioni per la ricerca.

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