Esondazione del Seveso, perché l'opera che salverebbe Milano è in ritardo di sette anni
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Redazione Interno
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"Noi partiamo. E i ricorsi non ci fermeranno". Queste sono le parole di Erasmo D’Angelis, capo di "Italia Sicura", la task force del governo Renzi per "la mitigazione del rischio idrogeologico". Queste parole fanno intravedere la luce in fondo al tunnel dopo decenni passati a combattere contro le bizze del Seveso. È quello il giorno in cui viene presentato ufficialmente il piano che promette di mettere definitivamente la città al riparo dalle piene.
Seveso, 118 esondazioni, tre quartieri alluvionati. Residenti infuriati: “Cartelli e sacchi in ritardo”. “La mia nipotina sta per compiere 9 anni. Quando è nata, nel 2014, ci sono state due esondazioni in una settimana. Ma una piena come quella di oggi non l’ho mai vista". E tutte le volte che il torrente Seveso si è gonfiato fino a inondare la città, Fabio Bisio, residente nel quartiere Niguarda e amministratore della pagina Facebook “Comitato basta esondazioni Seveso“ c’era. Di episodi ne contano 118 dal 1975 a oggi, due volte e mezzo all’anno in media. dove nasce e dove passa il Seveso? Il Seveso nasce sul Monte Sasso, nel Comasco, e attraversa le province di Monza e Brianza e Milano. L’ingresso nel capoluogo avviene all’altezza del Parco Nord, a Bresso, dove è stato «tombato» nel cemento e si mescola alle acque del canale fognario, fino a confondersi con il Naviglio Martesana lungo via Melchiorre Gioia. Perché il fiume esonda? La Regione elenca diverse cause: la presenza di ponti, attraversamenti e restringimenti; l’urbanizzazione che ha portato al confinamento e interramento del Seveso; i tanti manufatti presenti sul suo corso e un sistema difensivo di sponde discontinuo.




