Reijnders e la verità sull'Arabia: "Gioco per soldi, dopo non voglio più lavorare"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
SALUTE Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Salute Redazione Salute   -   Tijjani Reijnders non ha alcuna intenzione di indossare la maschera del calciatore che pensa solo al progetto sportivo. A un mese dal suo approdo in Arabia Saudita, il centrocampista olandese ha raccontato senza filtri cosa lo ha spinto a lasciare il Manchester City per l'Al Qadsiah: i soldi. Durante il raduno della Nazionale olandese in vista degli impegni di Nations League, l'ex rossonero ha parlato ai microfoni dell'emittente SBS6 e ha messo da parte ogni dichiarazione di circostanza.

"Il denaro ha avuto un ruolo importante"

La confessione è arrivata diretta, senza giri di parole. "Certo che il denaro ha avuto un ruolo", ha ammesso Reijnders, spiegando che la sua scelta non è stata dettata soltanto dall'ambizione sportiva. Poi ha aggiunto un dettaglio che difficilmente un calciatore professionista sceglie di condividere in modo così esplicito: "Dopo la mia carriera non voglio più lavorare".

Il centrocampista ha precisato di non aver bisogno di lavorare nemmeno dopo la scadenza del contratto con il Manchester City, ma il passaggio all'Al Qadsiah gli consente di estendere quella sicurezza economica molto più avanti nel tempo, fino a coinvolgere le generazioni future della sua famiglia. "Non devo mentire su questo", ha sottolineato, "penso che la maggior parte delle persone lo avesse già immaginato".

I numeri di un contratto da record

Le cifre dell'operazione aiutano a capire perché il trasferimento in Medio Oriente abbia rappresentato una svolta economica per il ventottenne olandese. Il Manchester City ha ceduto Reijnders per circa 61 milioni di euro, incassando una plusvalenza considerevole rispetto ai 46,5 milioni spesi la scorsa estate per prelevarlo dal Milan. L'Al Qadsiah gli ha messo sul piatto un contratto da circa 20 milioni di euro a stagione, con una durata che secondo la stampa olandese potrebbe portare il guadagno complessivo oltre i 100 milioni di euro.

Un quadriennale, con opzione di rinnovo automatico per un'ulteriore annata, che colloca l'ex rossonero tra i calciatori più pagati dell'intero campionato saudita.

Il ritorno in Europa non è un'ipotesi chiusa

Reijnders non considera però la sua avventura in Arabia Saudita come un addio definitivo al calcio che conta. Il centrocampista ha lasciato aperta la possibilità di un ritorno in Europa dopo alcuni anni, sulla scia di quanto già fatto da altri giocatori che hanno scelto la Saudi Pro League senza recidere del tutto il legame con i campionati del Vecchio Continente. La decisione di trasferirsi a 28 anni, in una fase ancora centrale della carriera, non gli appare incompatibile con un futuro da protagonista in un torneo europeo.

Nel frattempo, la sua convocazione nella Nazionale olandese per le gare di Nations League conferma che il commissario tecnico non considera la scelta saudita un motivo di esclusione.

La reazione del pubblico

Le parole di Reijnders hanno suscitato reazioni contrastanti. C'è chi ha apprezzato la franchezza di un calciatore che ha preferito dire la verità invece di nascondersi dietro motivazioni sportive, e chi invece ha criticato la scelta di anteporre il denaro alla competitività. Lo stesso giocatore ha anticipato le possibili critiche: "Tutti possono assumere una posizione moralmente superiore e dire: 'Io non lo farei mai', ma sono quasi sicuro che la maggior parte delle persone accetterebbe uno stipendio simile".

Una difesa pragmatica, che sposta il dibattito dal piano morale a quello delle opportunità concrete.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.