Val Genova, la frana blocca 150 escursionisti: ripristinata la strada per Bedole nella notte
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Redazione Interno
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Si è chiusa senza conseguenze gravi l'emergenza che nel pomeriggio di sabato ha interessato la Val Genova, dove una colata di roccia e detriti, staccatasi in Val Dosson, ha interrotto la viabilità forestale isolando un gruppo di circa centocinquanta escursionisti. Le operazioni di evacuazione, coordinate dal Soccorso Alpino e Speleologico Trentino insieme ai Vigili del fuoco volontari di Strembo e Carisolo, si sono protratte per diverse ore, concludendosi in serata quando tutti i presenti a monte del fronte franoso sono stati accompagnati a valle in sicurezza.
Nessun ferito è stato registrato tra i coinvolti, un esito che restituisce il quadro di un intervento tempestivo e ben organizzato in un contesto ambientale reso instabile dalle condizioni idrogeologiche del territorio.
La dinamica dello smottamento e l'isolamento della valle
L'evento franoso si è verificato intorno alle 16.15 di sabato, quando una massa imponente di rocce e detriti si è staccata dal versante della Val Dosson, all'interno del comune di Strembo, invadendo la carreggiata della strada forestale che costituisce l'unico accesso alla parte alta della valle e a Malga Bedole. L'interruzione della sede stradale ha di fatto intrappolato gli escursionisti che si trovavano oltre quel punto, costringendoli a rimanere nei pressi del rifugio e della malga in attesa che i soccorsi potessero raggiungerli.
La consistenza del materiale franoso, descritta come notevole dagli stessi operatori, ha reso immediatamente evidente la necessità di attivare un dispositivo di emergenza articolato, capace di mettere in sicurezza le persone prima ancora di procedere al ripristino della viabilità.
L'intervento di soccorso e l'evacuazione degli escursionisti
Sul posto sono intervenuti dodici tecnici della Stazione di Pinzolo del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, affiancati dai Vigili del fuoco volontari di Strembo e Carisolo, che hanno lavorato in sinergia per raggiungere il gruppo di isolati e accompagnarli a valle lungo un percorso reso difficoltoso dalla presenza di detriti e dall'instabilità del terreno.
La macchina dei soccorsi ha operato senza soluzione di continuità per tutto il pomeriggio e la serata, garantendo che nessuna delle centocinquanta persone rimanesse esposta a rischi ulteriori oltre a quelli già determinati dall'isolamento. L'evacuazione, completata prima della mezzanotte, ha rappresentato la priorità assoluta degli interventi, lasciando successivamente spazio alle operazioni di bonifica e sgombero della carreggiata, necessarie per ristabilire i collegamenti con la zona alta della valle.
La riapertura notturna della strada per Malga Bedole
Una volta ultimate le operazioni di evacuazione, le squadre si sono concentrate sulla rimozione del materiale franoso e sui necessari accertamenti di sicurezza della sede stradale, consentendo la riapertura del transito alle 0.30 di domenica. La strada forestale che collega la Val Genova a Malga Bedole è stata così completamente ripristinata, restituendo la piena percorribilità a un asse viario fondamentale per l'accesso alle malghe e ai percorsi escursionistici della zona.
Le verifiche tecniche condotte durante e dopo lo sgombero hanno confermato la stabilità del versante e della carreggiata, permettendo di dichiarare conclusa l'emergenza e di riportare la situazione alla normalità.
Le risposte del territorio e il lavoro dei soccorritori
La gestione dell'evento ha messo in luce l'efficacia del dispositivo provinciale di protezione civile e del volontariato locale, capaci di coordinare un intervento complesso in un ambiente impervio e in condizioni di luce calante. Il lavoro congiunto tra i tecnici del Soccorso Alpino e i Vigili del fuoco ha garantito non solo l'incolumità delle persone isolate, ma anche la rapida risoluzione del problema viario, evitando che l'interruzione si protraesse oltre la notte.
La frana di sabato pomeriggio si inserisce in un contesto orografico storicamente esposto a fenomeni di dissesto, ma la risposta operativa ha dimostrato come la preparazione delle squadre e la tempestività degli interventi possano ridurre significativamente l'impatto di simili accadimenti sulla popolazione e sugli utenti della valle.
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