L’Etna cambia volto dopo l’eruzione: il drone mostra il cratere collassato
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La fase eruttiva dell’Etna, che ieri ha prodotto tre colate laviche dal cratere di sud-est, si è ormai esaurita. A confermarlo è l’Osservatorio etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, secondo cui le colate sono in raffreddamento e le polveri, sollevate dall’attività esplosiva, si stanno depositando. Il trend deformativo, che aveva segnalato un’intensa spinta magmatica nelle ore precedenti, sembra essersi attenuato, ma i parametri del tremore vulcanico – indicatore dell’energia interna del vulcano – restano mediamente alti, suggerendo che l’equilibrio sia ancora precario.
Le immagini catturate dai droni mostrano un profilo modificato del cratere, la cui parete è parzialmente collassata sotto la pressione dei gas e del magma. Il satellite Copernicus Sentinel-2C, che ha immortalato l’eruzione pochi minuti dopo il suo inizio, ha diffuso oggi un’immagine spettacolare della colonna eruttiva, alta diversi chilometri, definendola "foto del giorno". Quella che si è verificata nella giornata del 2 giugno è stata un’eruzione di tipo stromboliano, con boati avvertiti fin nei dintorni di Catania, sebbene senza conseguenze per i centri abitati.
L’Ingv mantiene un monitoraggio costante, poiché l’Etna, pur essendo uno dei vulcani più studiati al mondo, conserva sempre margini di imprevedibilità. Le reti di sensori rilevano ogni variazione, dalla composizione dei gas alle microfratture del terreno, ma è la natura stessa del vulcano, la cui attività è spesso pulsante anziché lineare, a richiedere un’osservazione senza sosta. Quello che oggi appare come un riassestamento potrebbe, in poche ore, trasformarsi in un nuovo episodio eruttivo. Intanto, le autorità locali verificano eventuali danni alle infrastrutture, mentre i turisti, attratti dallo spettacolo della lava, vengono tenuti a distanza di sicurezza.




