L’Etna cambia volto dopo l’eruzione: il cratere collassato e le colate laviche in raffreddamento
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Redazione Interno
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La fase eruttiva dell’Etna, che nella notte tra domenica e lunedì ha prodotto tre colate laviche e il parziale collasso del cratere di sud-est, si è conclusa. A confermarlo è l’Osservatorio etneo dell’Ingv, che ha monitorato l’attività esplosiva e il successivo raffreddamento della lava, mentre le polveri sollevate dall’evento cominciano a depositarsi. Il trend deformativo, almeno per ora, sembra essersi esaurito, ma il tremore vulcanico – segno dell’energia residua del magma in risalita – persiste, lasciando intendere che la quiete potrebbe essere solo temporanea.
Quello di ieri è stato un episodio violento, caratterizzato da un “flusso piroclastico” generato dal cedimento della parete settentrionale del cratere, come spiegato dagli esperti. La nube di cenere, visibile a chilometri di distanza, ha avvolto Catania nelle prime ore del mattino, costringendo le autorità a dichiarare un’allerta poi rientrata nel pomeriggio. Tra chi ha assistito all’evento c’erano anche due reggiani, Giovanni Ghirardini e Jessica Monari, che hanno descritto boati improvvisi, una “lama di fuoco” e una pioggia di lapilli. «Una bellissima avventura», l’ha definita Ghirardini, sebbene l’esperienza, per chi non è abituato alla forza del vulcano, possa risultare destabilizzante.




