Giro d’Italia 2026, countdown dall’8 maggio: la Bulgaria ospita la partenza, Roma il gran finale

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il conto alla rovescia per la 109ª edizione del Giro d’Italia – quella che prenderà il via ufficialmente venerdì 8 maggio – è già iniziato, e la carovana rosa si appresta a varcare per la sedicesima volta i confini nazionali. Stavolta il via è fissato in Bulgaria, paese che diventa così il palcoscenico di una partenza storica: non era mai accaduto, nei novant’anni precedenti, che la “Corsa Rosa” alzasse il sipario da quella nazione balcanica. L’arrivo, come annunciato ieri nel corso di una cerimonia nella sala della Protomoteca del Campidoglio, sarà invece nuovamente a Roma, domenica 31 maggio. Per la Capitale si tratta dell’ottava volta che ospita il traguardo conclusivo, un legame – quello tra il Giro e la città eterna – che negli ultimi anni si è consolidato ben oltre la semplice tradizione sportiva.

I numeri e i protagonisti attesi sugli strappi

Se l’attenzione del grande pubblico è inevitabilmente calamitata dalla lotta per la maglia rosa, non si può trascurare quella per le altre classifiche, a cominciare dalla maglia azzurra riservata al miglior scalatore. E proprio sulle salite, si preannuncia un duello di altissimo profilo: da un lato c’è Jonas Vingegaard, il danese che ha già dimostrato sulle grandi tappe di potere condizionare la corsa anche sui GPM più impegnativi; dall’altro spunta il nome di Giulio Pellizzari, giovane scalatore italiano che negli ultimi mesi ha raccolto segnali confortanti. Entrambi, va detto, potrebbero ambire non soltanto a tappe di prestigio ma anche a monopolizzare i punti messi in palio sui traguardi volanti in salita, rendendo la classifica degli scalatori molto più imprevedibile rispetto al passato. L’assenza di altri big dichiarati – al momento – lascia spazio a calcoli tattici, ma l’avvicinarsi della partenza scioglierà molti dei dubbi ancora in sospeso.

La nuova maglia rosa e gli 80 anni della Repubblica

Nel corso della stessa presentazione capitolina – alla quale hanno preso parte il sindaco Roberto Gualtieri, Urbano Cairo in qualità di presidente di Rcs MediaGroup, e l’amministratore delegato di Rcs Sports & Events Paolo Bellino – è stata svelata anche la maglia rosa dell’edizione 2026. Il simbolo eterno della corsa, si legge nella nota diramata dagli organizzatori, si arricchisce quest’anno di un dettaglio simbolico non secondario: all’interno del colletto compare un’inserzione celebrativa per gli ottant’anni della Repubblica Italiana, con la scritta in maiuscolo “LO SPORT CHE UNISCE, L’ITALIA CHE ISPIRA”, affiancata dalla dicitura “1946-2026 – 80 ANNI – REPUBBLICA ITALIANA”. Una scelta – quella di cucire la storia istituzionale del paese sul capo più celebre del ciclismo mondiale – che rifugge da qualsiasi retorica stantìa, per ancorarsi invece a un’idea precisa di continuità tra memoria collettiva e presente sportivo.

Da Ostia al Circo Massimo, il gran finale nella Capitale

Non solo la maglia, però, perché il nodo centrale della giornata di presentazione è stato il traguardo finale. Roma, per il quarto anno consecutivo, si appresta a rivestire il ruolo di capitale mondiale del ciclismo, con l’arrivo del Giro d’Italia 2026 fissato al 31 maggio. Il percorso che condurrà i corridori all’apoteosi finale non è stato ancora svelato nei dettagli, ma è già noto che l’ultima frazione vedrà la partenza da Ostia e l’arrivo nel cuore archeologico della città, probabilmente al Circo Massimo, come accaduto nelle più recenti edizioni. Alla cerimonia sul Campidoglio, oltre al sindaco Gualtieri e ai vertici Rcs, hanno partecipato l’assessore ai Grandi Eventi Alessandro Onorato e alcune figure di spicco del mondo sportivo, tra cui l’ex campione Vincenzo Nibali. Loro, come i tifosi, ora non possono che attendere il primo colpo di pedale in Bulgaria, tra poco più di un mese.

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