Elezioni comunali 2026 in Campania, il countdown è iniziato: si vota il 24 e 25 maggio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non c’è più tempo per gli indugi, né per i ripensamenti dell’ultima ora. La macchina organizzativa, quella che ogni due anni ridisegna le geografie del potere locale, si è messa in moto con la pubblicazione del decreto ministeriale dello scorso 25 febbraio. Il ministro dell’Interno ha infatti fissato le date che, salvo sorprese, segneranno il ritorno alle urne per milioni di cittadini: si voterà domenica 24 e lunedì 25 maggio, con un’eventuale, e spesso temuta, seconda tornata di ballottaggio programmata per il primo fine settimana di giugno, ovvero domenica 7 e lunedì 8.

La Campania, regione tradizionalmente calda e dal voto politicamente complesso, si prepara ad affrontare questa tornata amministrativa con un numero consistente di comuni chiamati al rinnovo dei propri consigli. A scorrere l’elenco, pubblicato dallo speciale del Mattino.it, si contano novanta realtà pronte ad eleggere il nuovo primo cittadino. Nel dettaglio, si andrà al voto in tutte e cinque le province: da Nord a Sud, non ci sono zone escluse. Basti pensare che in provincia di Avellino si voterà nel capoluogo e in centri come Ariano Irpino e Cervinara; mentre nella zona di Benevento (dove si vota a Calvi, Castelpoto e Telese Terme, per citarne solo alcuni) l’attenzione è alta come pure nel Casertano, dove figurano Marcianise e San Nicola la Strada.

La procedura e le scadenze: le pratiche a Palazzo Zanca

Mentre la macchina amministrativa si scalda in vista del voto, è già balzata agli onori della cronaca la prima mossa ufficiale di un candidato. Non a Napoli o Salerno, ma spostandosi verso lo Stretto, dove la campagna per le comunali a Messina ha già un primato. A presentare la propria lista per primo, con tanto di documentazione a corredo già protocollata, è stato Lillo Valvieri. La professione di Valvieri, quella del parrucchiere, passa in secondo piano rispetto al ruolo di apripista che si è ritagliato in queste ore: lui è il primo candidato sindaco ad avere ufficialmente depositato i nomi dei suoi ventidue aspiranti consiglieri.

La lista, semplicemente battezzata "Valvieri Sindaco", rappresenta un caso interessante perché, come emerso dai documenti depositati, non sono state presentate candidature per nessuna delle circoscrizioni cittadine. Una scelta tattica, probabilmente legata alla volontà di concentrare le risorse sulla sfida principale per Palazzo Zanca, ma che non mancherà di far discutere gli addetti ai lavori. Le operazioni di presentazione delle liste, va ricordato, non si fermeranno certo con questo gesto isolato: gli uffici competenti, nella Sala Commissioni di Palazzo Zanca, resteranno a disposizione per ricevere le candidature fino alle dodici di mercoledì 29 aprile. Un lasso di tempo, questo, durante il quale gli osservatori si aspettano la discesa in campo dei big della politica cittadina.

Il quadro dei comuni in Campania tra Benevento e Caserta

Tornando al cuore della regione, l'offerta politica e la logistica del voto presentano un mosaico variegato. Nella provincia di Benevento, gli occhi sono puntati soprattutto su centri medio-piccoli ma politicamente vivaci come Guardia Sanframondi e Foiano di Val Fortore, senza dimenticare Paduli e Reino. Questi territori, spesso legati da dinamiche clientelari profonde, rappresentano il termometro perfetto per tastare il polso del consenso verso gli schieramenti regionali.

Di segno leggermente diverso, ma ugualmente strategica, è la situazione nella provincia di Caserta. Qui i comuni al voto sono tra i più numerosi e popolosi dell’intera tornata campana. Oltre a centri come Capodrise e Casagiove, spiccano per importanza demografica Marcianise (storica roccaforte del centro-destra) e Santa Maria a Vico. Non mancano realtà di pregio storico e paesaggistico, come Castel Campagnano e Roccamonfina, dove però le sfide si giocheranno più su questioni locali e piani regolatori che su grandi appelli ideologici. DalMatese al litorale domizio, la partita del 24 e 25 maggio si prospetta combattuta, soprattutto in quei municipi dove l’attuale amministrazione ha faticato a mantenere la promessa della discontinuità.

La logistica del voto e l'ultimo miglio delle liste

Dal punto di vista strettamente tecnico, gli elettori dovranno recarsi ai seggi osservando gli orari ormai consolidati per la consultazione. La domenica si voterà ininterrottamente dalle sette del mattino fino alle undici di sera; il lunedì, invece, la finestra si restringe dalle sette alle quindici. Soltanto in caso di ballottaggio, necessario laddove nessun candidato sindaco raggiungesse la fatidica soglia del cinquanta per cento più uno, si tornerà alle urne nel successivo weekend del 7 e 8 giugno, con i medesimi orari.

Sarà cruciale, nelle prossime ore, seguire l’evoluzione delle candidature. Se Valvieri ha aperto le danze a Messina (un comune, per inciso, extraregionale ma che ha fatto scalpore per la velocità burocratica), in Campania ci si aspetta una valanga di depositi proprio nell’ultimo giorno utile, il 29 aprile. I partiti, ancora concentrati a limare le ultime divergenze interne sulle poltrone a disposizione, stanno giocando a nascondino con le preferenze. Dalla caccia al voto nei quartieri di Salerno ai comitati di quartiere a Caserta, passando per le piazze virtuali dei social network, la contesa è solo all'inizio. Quel che è certo è che il decreto del Viminale ha segnato lo spartiacque: da ora, la parola passa ai candidati e, a seguire, alle urne.

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