Maurizio Arrivabene parla della sua esperienza alla Juventus
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Redazione Sport
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Maurizio Arrivabene, ex amministratore delegato della Juventus, ha recentemente concesso un'intervista al Corriere della Sera, durante la quale ha discusso del suo periodo alla Juventus e delle sfide che ha dovuto affrontare.
La gestione della Juventus
Arrivabene ha sottolineato che durante il suo periodo alla Juventus, era nel consiglio di amministrazione in qualità di consigliere senza deleghe. Ha ricordato che a causa della pandemia di Covid-19, le riunioni si tenevano in videoconferenza. Ha inoltre menzionato che la strategia della società in quel periodo era mirata ad una forte espansione, iniziata con l'acquisto di Cristiano Ronaldo, con l'obiettivo di vincere la Champions League e di stabilirsi tra le grandi squadre europee.
Le sfide poste dal Covid-19
Arrivabene ha riconosciuto che la pandemia di Covid-19 ha complicato le cose. Nonostante gli acquisti fatti per rafforzare la squadra, la situazione è diventata più difficile a causa delle restrizioni e delle conseguenze economiche della pandemia.
Riflessioni personali
Rispondendo alla domanda su cosa avrebbe dovuto fare in risposta alle sfide, Arrivabene ha detto: "Cosa dovevo fare, andare in tv e dire abbiamo sbagliato a spendere troppo?" Ha espresso la sua fiducia nella giustizia e ha detto che vedrà cosa dirà la corte europea riguardo alla situazione.
Lavorare con Marchionne
Parlando della sua esperienza lavorativa con l'ex CEO di Fiat Chrysler, Sergio Marchionne, Arrivabene ha detto che era come "fare l'amore e sbattere contro un muro a 150 all'ora, tutto insieme". Ha descritto Marchionne come una persona molto decisa e ha detto che ha imparato molto da lui.
L'intervista ha offerto uno sguardo approfondito sulle sfide e le esperienze di Arrivabene durante il suo periodo alla Juventus, così come sulla sua visione e le sue riflessioni personali.




