Amoris laetitia, il Papa ascolta le famiglie: matrimoni in calo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La diminuzione dei matrimoni, le difficoltà delle giovani coppie e il ruolo delle famiglie nella Chiesa sono al centro dell'incontro convocato da papa Leone XIV in Vaticano per il decimo anniversario di Amoris laetitia. Nell'Aula Paolo VI, insieme ai capi delle Chiese orientali e ai presidenti delle Conferenze episcopali, partecipano anche undici coppie provenienti dai cinque continenti. Tra queste ci sono Charmaine Bernadette ed Eren Lyle Villegas, coniugi originari delle Filippine che si definiscono missionari laici impegnati ad accompagnare altri sposi nel loro percorso di fede.

La testimonianza dei coniugi Villegas e le difficoltà delle giovani coppie

Sposati da sedici anni, i due partecipano all'apostolato cattolico Couples for Christ e svolgono attività missionaria a Roma. Il loro impegno riguarda soprattutto i giovani e le famiglie, senza limitarsi alle persone di origine filippina. Attraverso incontri, momenti di ascolto e percorsi condivisi, cercano di offrire sostegno a chi affronta le difficoltà della vita coniugale. Nell'intervista rilasciata ad Avvenire hanno raccontato come il confronto con altri sposi li abbia aiutati a superare problemi nel proprio matrimonio. La loro esperienza si fonda anche su piccoli gruppi parrocchiali, nei quali le coppie possono riunirsi per pregare, condividere esperienze e discutere delle difficoltà quotidiane.

Il loro approccio non punta a imporre un modello familiare, ma a testimoniarlo attraverso la vita quotidiana. Parlando con l'agenzia cattolica OSV News, il marito ha spiegato che preferiscono mostrare concretamente ciò in cui credono, lasciando agli altri la libertà di riconoscersi nella loro esperienza. La moglie ha richiamato una difficoltà particolarmente diffusa nel Paese d'origine: molti giovani non rifiutano necessariamente il matrimonio, ma lo rinviano per costruire prima una carriera o raggiungere una maggiore stabilità economica. La coppia non ha figli e continua a desiderarne, ma considera parte della propria vocazione anche l'accompagnamento spirituale dei ragazzi incontrati nelle attività parrocchiali.

Il calo dei matrimoni e il confronto tra i vescovi

Durante la terza giornata dei lavori, venerdì 9 ottobre, il cardinale Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, ha richiamato l'attenzione sulla diminuzione delle nozze civili e religiose nel mondo. Tra i fenomeni esaminati figurano i divorzi, la diffusione di differenti forme di convivenza e l'influenza dei cambiamenti culturali. Il porporato ha ricordato anche le preoccupazioni dei genitori che vedono i figli soffrire di solitudine, esitare davanti a un impegno duraturo o scegliere percorsi affettivi diversi da quelli delle generazioni precedenti. L'assemblea ha affrontato il tema della vocazione matrimoniale e delle forme di accompagnamento rivolte a chi sta costruendo una relazione stabile.

Il vescovo ausiliare di Bombay Stephen Eustace Victor Fernandes ha invitato a distinguere tra il rifiuto delle nozze e la paura di assumere un impegno per tutta la vita. Separazioni familiari, violenze, abbandoni ed esperienze sentimentali dolorose possono influenzare le scelte affettive. Per questo ha proposto un atteggiamento pastorale fondato sull'ascolto delle storie personali, evitando sia l'indifferenza sia la condanna delle coppie conviventi. L'arcivescovo australiano Timothy John Costelloe ha invece sottolineato l'importanza di considerare i giovani come persone con esperienze differenti, anziché trattarli come un gruppo omogeneo. Ha inoltre richiamato l'influenza dei social media e della cultura digitale sulla concezione delle relazioni, della sessualità e della responsabilità reciproca.

Migrazioni, differenze culturali e nuovi percorsi pastorali

Un altro argomento affrontato durante l'incontro riguarda le migrazioni e le conseguenze sulla vita familiare. Nelle Filippine, in particolare, numerose persone si trasferiscono all'estero per ragioni lavorative, lasciando spesso parenti e legami affettivi nel Paese d'origine. Per gli sposi missionari, l'accoglienza nelle parrocchie può offrire un punto di riferimento a chi vive lontano da casa. Il sostegno non riguarda soltanto la dimensione religiosa, ma anche la possibilità di costruire relazioni personali e trovare occasioni di incontro. I due hanno evidenziato come le differenze culturali presenti nella Chiesa possano diventare una risorsa, anche quando emergono opinioni diverse sulle questioni familiari.

Il confronto avviene attraverso sedici gruppi di lavoro disposti attorno a tavoli rotondi, secondo il metodo della conversazione nello Spirito già utilizzato nel percorso sinodale. Padre Giacomo Costa, responsabile della metodologia, ha spiegato che i partecipanti discutono le esperienze delle Chiese locali e preparano contributi destinati all'assemblea. Tra gli argomenti esaminati figurano anche la formazione dei seminaristi cresciuti nell'ambiente digitale e le competenze necessarie per accompagnare persone con situazioni familiari differenti. Il dibattito ha evidenziato la necessità di individuare figure adeguatamente preparate, capaci di trasformare l'ascolto e la vicinanza pastorale in interventi concreti.

Nella quarta giornata, sabato 10 ottobre, l'attenzione si è spostata sui primi anni della vita matrimoniale. Farrell ha ricordato gli sforzi compiuti dalla Chiesa a partire dal Concilio Vaticano II per migliorare la preparazione dei fidanzati, coinvolgendo coppie sposate e offrendo occasioni di formazione e preghiera. Ha però riconosciuto che questi percorsi non sono sempre sufficienti ad affrontare le difficoltà che emergono dopo le nozze, soprattutto con la nascita dei figli e con la conoscenza più profonda del partner. L'incontro proseguirà fino al 14 ottobre, quando il Pontefice presiederà una celebrazione eucaristica in Piazza San Pietro alle ore 10. Alla conclusione dei lavori è prevista anche la presentazione di un resoconto di sintesi, affidato a una commissione composta da rappresentanti di diverse aree geografiche e da una rappresentante delle famiglie.

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