Sabalenka spezza il sortilegio di Indian Wells: Rybakina si arrende al tie-break dopo aver avuto un match point

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Non era mai riuscita a domare il deserto, quel vento secco e quelle condizioni che esaltano il tennis di potenza pura, il suo tennis. Aryna Sabalenka, numero uno al mondo e ormai abituata a vincere un po' ovunque, aveva dovuto inchinarsi per due volte nella finale californiana, l'ultima delle quali proprio due anni fa contro la stessa avversaria. Ecco perché il successo di ieri al BNP Paribas Open, ottenuto con il punteggio di 3-6, 6-3, 7-6 (6) in due ore e trentotto minuti di battaglia, ha il sapore di una liberazione, di un nodo che finalmente si scioglie. La bielorussa, che nel 2026 aveva già messo in bacheca il Titolo di Brisbane, ha dovuto sudare ogni singolo punto per avere la meglio su Elena Rybakina, tennista kazaka che nelle partite che contano, negli incroci diretti che valgono un trofeo, l'aveva sempre punta. E lo aveva fatto, peraltro, nemmeno due mesi fa nella finale degli Australian Open, aggiungendo un ulteriore strato di significato a questa rivincita.

Il primo set, in realtà, non lasciava presagire nulla di buono per la tennista di Minsk. Rybakina, forte di una striscia aperta di dodici vittorie consecutive contro le prime dieci del ranking, giocava un tennis chirurgico, pulito e profondo, togliendo tempo alla racchetta di Sabalenka e trovando angoli sempre più impensabili. Un break nel sesto game, e la prima frazione si chiudeva senza troppi patemi per la numero tre del mondo. L'inizio del secondo parziale sembrava poi incanalarsi sugli stessi binari: un altro break, firmato da un doppio fallo della bielorussa, e il vantaggio di Rybakina si faceva ancora più consistente. Ed è stato proprio quel momento di difficoltà a rappresentare la scintilla che ha acceso la rimonta.

La rimonta, il match point annullato e il trionfo nel tie-break

Sabalenka ha reagito da numero uno, ringhiando su ogni palla e trovando immediatezza e profondità nei colpi. Ha restituito il break alla sua avversaria con un parziale di quattro giochi consecutivi, mettendo alle corde Rybakina che, con l'aumentare della temperatura e del sole battente sullo stadio, ha iniziato a mostrare qualche crepa nel suo drittillo, solitamente infallibile. Il secondo set è finito nelle mani della bielorussa, e la sfida si è quindi spostata sul terzo, un vero e proprio thriller tennistico. Qui Sabalenka ha allungato nuovamente, portandosi sul 5-3 e andando a servire per l'incontro, ma proprio sul più bello è arrivato il contrattacco di Rybakina, capace di strappare la battuta alla numero uno e di riportare la partita in perfetta parità. Si è arrivati così al tie-break, il finale più crudele e allo stesso tempo più affascinante per una partita di questo livello.

Nel gioco decisivo, Rybakina è volata sul 5-3, e poi sul 6-5, conquistando un match point. Un servizio potentissimo, qualcosa come 121 miglia orarie, e l'incubo sembrava ripetersi per Sabalenka. Invece, la risposta della bielorussa è stata semplicemente perfetta: una ribattuta profonda, due colpi da fondo in progressione, e il punto salvataggio si è materializzato. Da lì in poi l'inerzia è cambiata definitivamente, con la kazaka che ha sbagliato una volée e Sabalenka che ha chiuso con un ace, per un 8-6 finale che ha fatto esplodere di gioia il suo angolo. Come riportato da alcuni commenti tecnici, anche Martina Navratilova, presente sugli spalti, ha definito quella giocata come una delle migliori salvezze di un match point mai viste.

Con questo successo, Sabalenka interrompe un digiuno che durava da quattro finali perse consecutivamente contro Rybakina, comprese quelle alle WTA Finals di Riad e, per l'appunto, a Melbourne. Per lei è il decimo titolo in un WTA 1000 in carriera, un traguardo che la proietta in una ristrettissima cerchia di campionesse nell'era moderna. Per Rybakina, nonostante la sconfitta, arriva comunque la consolazione del secondo posto nel ranking mondiale, il miglior piazzamento della sua carriera, a testimonianza di una crescita costante e inarrestabile. La partita, giocata con temperature vicine ai trenta gradi, ha confermato quanto il divario tra queste due giocatrici sia sottile, quasi impercettibile, e deciso da dettagli infinitesimali come un colpo in più, una scelta tattica, un attimo di lucidità in più nel momento che conta. La prossima tappa del loro percorso, forse già a Miami, potrebbe riservare un altro capitolo di questa rivalità che sta segnando il tennis mondiale.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.