Napoli in crisi, il pari in Champions fa rumore
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Redazione Sport
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In un martedì europeo che, nonostante le premesse, ha finito per lasciare spazio a una palpabile delusione, il Napoli di Antonio Conte non è andato oltre un sterile pareggio contro l’Eintracht Francoforte, un risultato che complica non poco il cammino nella Champions League. Gli azzurri, i quali, dopo quattro giornate, raccolgono soltanto quattro punti in classifica, vedono allontanarsi l’agognato traguardo della qualificazione, mentre si accende un dibattito sulle reali condizioni della squadra, scosso da prestazioni altalenanti e da un gioco che fatica a esprimersi con la consueta efficacia. Se da un lato, infatti, la nuova formula del torneo garantisce introiti più cospicui, avvicinandosi in questo caso alla cifra di quarantaquattro milioni di euro, dall’altro lato impone un calendario più fitto e un livello di competitività elevatissimo, elementi che stanno mettendo a dura prova un organico già provato da diversi infortuni.
Le critiche dopo la partita
Proprio sul rendimento della squadra, del resto, si è acceso un aspro confronto, nel quale è intervenuto con toni durissimi Enrico Fedele, il quale, commentando la gara, ha espresso tutta la sua preoccupazione: “Se questo è il Napoli, sono basito e preoccupato!”, ha affermato, aggiungendo che “dalla panchina le partite non si vedono” e che l’allenatore “deve avere rispetto di quello che dice”. Una presa di posizione netta, la sua, che sottolinea come la percezione della prestazione dal campo sia ben diversa da quella descritta da Conte, il quale aveva parlato di un’agevole dominazione della partita, non supportata, tuttavia, da una reale pericolosità offensiva, come dimostrano i diciotto tiri, di cui soltanto tre si sono rivelati efficaci.
Le ripercussioni sul campionato
Le difficoltà in campo internazionale, peraltro, non possono che riverberarsi sulle ambizioni in campionato, dove il Napoli detiene il primato solitario, un vantaggio che rischia di essere eroso dalla fatica accumulata e da un allarme gol che suona con insistenza. Le partite che attendono gli azzurri nel prossimo futuro, infatti, non sono affatto semplici, configurandosi come prove impegnative per un gruppo chiamato a reagire con immediatezza, se non vuole vedere sfumare gli obiettivi più importanti della stagione. Il pareggio senza reti, in definitiva, assume i contorni di un campanello d’allarme, il quale, al di là dei ricavi garantiti dalla UEFA, segnala una crisi di identità e di risultati che necessita di una soluzione rapida.
L’allarme infortuni e il futuro
A completare un quadro già di per sé complesso, si aggiunge la questione degli infortuni, un elemento che limita le scelte tecniche e costringe a continui adattamenti, impedendo alla squadra di trovare quella stabilità e continuità che sono fondamentali per affrontare un doppio impegno così gravoso. Il percorso in Champions, pertanto, rimane in bilico, con la qualificazione che dipenderà da una rimonta nelle restanti partite della fase a gironi, un’impresa non semplice ma ancora possibile, a patto di ritrovare quell’efficacia sotto porta che finora è mancata. Il cammino europeo, insomma, si presenta come una cartina di tornasole per misurare lo stato di salute di una squadra che deve ritrovare se stessa.




