Meteo, domenica 23 agosto 2026: bollini rossi a Bari e Palermo, caldo afoso al Sud ma nuvole sulle Alpi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’alta pressione abbraccia saldamente la Penisola in questa domenica 23 agosto 2026, regalando una giornata all’insegna del sole e del clima tipicamente estivo su gran parte del territorio nazionale. Mentre il Nord si prepara ad affrontare un contesto leggermente più instabile, con nubi che interesseranno in particolare i settori alpini, sarà il Centro-Sud a fare i conti con il caldo più intenso.

Il ministero della Salute, come da prassi in questi frangenti, ha diramato il consueto bollettino sulle ondate di calore e, per la giornata odierna, i bollini rossi – che indicano il massimo livello di allerta per le fasce più fragili della popolazione – sono stati issati su due città: Bari e Palermo.

Anticiclone africano e temperature in rialzo: la situazione regione per regione

Il quadro meteorologico tracciato dagli esperti del settore parla chiaro: un campo di alta pressione di origine nord-africana sta consolidando la sua presa sul Mediterraneo centrale e, di conseguenza, sull’intero stivale. Ciò significa che, per la maggior parte delle regioni, il cielo si presenterà sereno o poco nuvoloso per l’intera giornata, con un tasso di umidità che, unito alle temperature elevate, renderà la percezione del caldo ancora più opprimente, soprattutto nelle ore pomeridiane.

Al Nord, invece, l’influenza dell’anticiclone risulta lievemente attenuata: i settori alpini, in particolare lungo i confini, potrebbero infatti registrare una maggior nuvolosità, con la possibilità di qualche precipitazione irregolare e a carattere sparso, fenomeno che non comprometterà tuttavia il quadro generale di stampo prevalentemente stabile.

Bollini rossi a Bari e Palermo: caldo percepito fino a 36 gradi

La criticità maggiore, come anticipato, si concentra sulle regioni meridionali e sulle isole maggiori. La città di Palermo, nello specifico, si trova ad affrontare un rischio ondate di calore di livello 3, il massimo previsto dalla scala di allerta. Le proiezioni indicano per il capoluogo siciliano una temperatura massima percepita che potrebbe toccare i 36 gradi centigradi, un valore che mette in seria difficoltà gli anziani, i bambini e le persone affette da patologie croniche. La situazione non è da meno per Bari, dove il bollino rosso segnala condizioni analoghe di disagio bioclimatico.

Non si contano solo le due città da bollino rosso, ma anche diverse altre località che rientrano nella fascia di allerta gialla, un gradino inferiore ma comunque indicativo di un caldo da non sottovalutare.

Le città da bollino giallo e le previsioni per la nuova settimana

Lo stato di preallerta, contrassegnato dal colore giallo, riguarda un ventaglio piuttosto ampio di città, molte delle quali situate nel Centro Italia. Roma, Ancona, Frosinone, Latina, Rieti, Campobasso e Napoli sono tra i capoluoghi che dovranno prestare attenzione al caldo, così come le città meridionali di Reggio Calabria, Messina e Catania. In queste località, pur non raggiungendo i picchi estremi delle due città pugliesi e siciliane, il caldo si farà comunque sentire con intensità, accompagnato da un tasso di umidità che potrebbe accrescere la sensazione di afa.

Guardando ai prossimi giorni, la settimana si aprirà con un quadro meteorologico ancora caratterizzato da stabilità al Centro-Sud, mentre per il Nord si profilano all’orizzonte piogge e temporali. Tuttavia, la tregua dal caldo, se così si può definire, sembra destinata a durare poco, poiché già da mercoledì l’Anticiclone Nord-Africano tornerà a far sentire il suo calore su tutta la Penisola.

Il contrasto tra Nord e Sud e il contesto della siccità

Questo scenario mette ancora una volta in evidenza il dualismo meteorologico che spesso caratterizza l’Italia in questa stagione: da un lato il Nord, più esposto alle correnti atlantiche e quindi a fenomeni temporaleschi e a temperature più temperate; dall’altro un Sud e le Isole che, sotto la morsa dell’anticiclone africano, devono fare i conti con un caldo persistente e con i riflessi negativi di una siccità che ormai rappresenta una criticità strutturale per il comparto agricolo e per le riserve idriche.

Le temperature in aumento, peraltro, non sono che l’ultimo episodio di una tendenza più ampia che vede gli effetti del grande caldo sempre più frequenti e duraturi, con conseguenze tangibili sulla salute pubblica e sull’ambiente.

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