Salvini accelera sulla pdl anti-maranza e chiede il fermo preventivo per i minorenni
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Redazione Interno
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Matteo Salvini non ha dubbi: quanto accaduto nel fine settimana tra Milano, Torino e Bologna rappresenta la spinta definitiva per approvare senza ulteriori indugi il pacchetto di norme che la Lega continua a chiamare “anti-maranza”. Nel corso di una conferenza stampa nella sede del partito in via Bellerio a Milano, il vicepremier e segretario del Carroccio ha spiegato che l’incontro con i giornalisti era stato convocato prima degli scontri di sabato e domenica, ma proprio la coincidenza con la settimana in cui il testo arriva in Parlamento rende il quadro ancora più urgente.
«I fatti del fine settimana confermano l’urgenza e la necessità» della proposta, ha dichiarato Salvini, sottolineando come non si tratti di una reazione estemporanea: «Ci lavoriamo da mesi, non l’abbiamo preparata nel fine settimana».
Dal ddl al decreto: la richiesta di corsia preferenziale
Il punto politico su cui insiste il leader leghista riguarda lo strumento normativo. Secondo Salvini, alcune delle misure contenute nel disegno di legge sulla sicurezza attualmente all’esame del Senato dovrebbero essere stralciate e trasformate in un decreto-legge, così da entrare in vigore con immediatezza.
«Fra le richieste della Lega che porteremo al tavolo della maggioranza che si riunisce tra poco, la trasformazione in decreto delle disposizioni contenute in un ddl parlamentare oggi al Senato», ha spiegato, aggiungendo una nota di sfida agli alleati: «Voglio vedere chi dirà che non sono urgenze». La richiesta non è nuova: già nelle ore precedenti il partito aveva fatto sapere di voler accelerare su un provvedimento urgente, alla luce dei ripetuti episodi di violenza registrati negli ultimi mesi.
Fermo preventivo e arresto differito: i due pilastri della proposta
Nel dettaglio delle misure, Salvini ha indicato due strumenti che considera decisivi. Il primo è il fermo preventivo esteso anche ai minorenni, con un esempio che ha il sapore della provocazione: «Se scrivi su TikTok che stai andando ad assaltare a Como il negozio Rolex, non ti faccio arrivare a Como». Il secondo riguarda la possibilità di procedere con un arresto differito per i reati di saccheggio e devastazione di gruppo, utilizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza per identificare i responsabili anche a distanza di tempo.
«Riteniamo doveroso andare a prenderli a casa e portarli dove vanno portati», ha aggiunto il vicepremier, rivendicando anche l’abbassamento della soglia di punibilità a 14 anni previsto dal pacchetto leghista.
La linea dura di Molteni contro la sinistra e il sindaco Sala
Sul fronte del ministero dell’Interno, il sottosegretario leghista Nicola Molteni ha rincarato la dose contro le opposizioni e contro il sindaco di Milano Giuseppe Sala. «La sinistra non è mai in grado di condannare senza se e senza ma i teppisti che mettono a ferro e fuoco le città», ha affermato Molteni, aggiungendo che la cosa è «più grave se lo fa Giuseppe Sala: perché è il sindaco».
Il riferimento è alle dichiarazioni del primo cittadino milanese, che aveva criticato la gestione dell’ordine pubblico in piazza Duomo parlando di una sottovalutazione del momento e di un numero insufficiente di agenti schierati. Molteni ha replicato sostenendo che una «strumentalizzazione con oltre 100 agenti delle forze dell’ordine feriti non può essere accettata dal sindaco di una grande città come Milano», pur prendendo atto di una parziale correzione di rotta da parte di Sala nelle ore successive.
I numeri del fine settimana e il contesto della protesta
Gli episodi a cui Salvini e Molteni fanno riferimento hanno avuto come teatro principale le piazze di diverse città del Nord. A Milano, in particolare, la manifestazione contro il carovita partita nel pomeriggio di sabato si è trasformata in una guerriglia urbana con vetrine infrante, cassonetti dati alle fiamme e cariche della polizia. Secondo le stime riportate dalla stampa, i danni complessivi tra Milano, Torino e Bologna supererebbero il milione e trecentomila euro, con la sola città meneghina che peserebbe per oltre 860mila euro.
Il bilancio delle forze dell’ordine parla di decine di fermati, una parte dei quali minorenni, e di oltre cento agenti rimasti feriti o contusi nel corso degli scontri.
La cittadinanza come terreno di scontro parallelo
Il pacchetto “anti-maranza” non si esaurisce però nel decreto sicurezza. Nelle settimane precedenti gli scontri, la Lega aveva già inserito una norma analoga all’interno della proposta di legge sulla cittadinanza, attualmente in discussione alla Camera. Il testo, a prima firma del deputato Igor Iezzi, prevede che una serie di condanne penali possano precludere l’ottenimento della cittadinanza italiana per chi è nato nel Paese e la richiede al compimento dei 18 anni.
Tra i reati ostativi figurano quelli legati allo spaccio di stupefacenti, ma anche violenza sessuale, rapina aggravata e associazione finalizzata al traffico di droga. La riformulazione approvata in commissione ha esteso l’elenco delle fattispecie, suscitando le critiche delle opposizioni che parlano di profili di incostituzionalità.
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