Ferrara lancia il Nucleo Anti Maranza: cosa farà la task force

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il sindaco leghista Alan Fabbri ha annunciato la nascita del Nucleo Anti Maranza a Ferrara, una task force comunale pensata per contrastare i comportamenti aggressivi e la violenza giovanile. Il progetto, presentato come un primo esperimento a livello nazionale, ha già acceso il confronto politico cittadino, con il sostegno della Lega e le critiche dell'opposizione. Al centro della discussione ci sono sia le funzioni attribuite alla nuova struttura sia il nome scelto dall'amministrazione, giudicato da alcuni esponenti politici stigmatizzante.

Come sarà organizzata la task force voluta da Fabbri

Il Nam, acronimo di Nucleo Anti Maranza, coinvolgerà la polizia locale insieme a psicologi, assistenti sociali, avvocati ed esperti di sicurezza. L'intenzione dichiarata dal primo cittadino è riunire competenze diverse per affrontare situazioni che richiedano prevenzione, ascolto, controllo e intervento. La struttura dovrebbe operare nell'ambito delle attività della polizia locale, ampliando il coinvolgimento del Comune nella gestione dei problemi legati alla sicurezza urbana.

Secondo l'annuncio del sindaco, il nuovo organismo avrà funzioni di prevenzione, controllo e repressione. Fabbri ha collegato la decisione alle preoccupazioni espresse da genitori, famiglie e commercianti per i comportamenti aggressivi e per i danni ai beni altrui. L'amministrazione intende intervenire senza aspettare che si verifichino episodi più gravi sul territorio ferrarese. La composizione multidisciplinare annunciata prevede anche il contributo di professionisti in grado di occuparsi degli aspetti psicologici e sociali, oltre a quelli legati alla sicurezza.

Tra i nomi circolati per la guida del gruppo figura quello di Nicola Lodi, ex vicesindaco ed ex assessore. La sua possibile nomina è stata riportata dalla stampa locale, ma non risulta confermata ufficialmente dal Comune nell'annuncio iniziale. Lodi era stato sospeso in applicazione della legge Severino ed è stato condannato in primo grado a due anni e dieci mesi per induzione indebita a dare o promettere un'utilità. La sua eventuale presenza al vertice della struttura è diventata uno degli elementi più discussi del progetto.

La contestazione di Fabio Anselmo: «Propaganda razzista»

Fabio Anselmo, avvocato ed ex sfidante del sindaco alle elezioni comunali, ha contestato duramente l'iniziativa. Ha definito il progetto una «mera attività di bassa propaganda» e ha sollevato dubbi sull'eventuale spreco di denaro pubblico, chiedendo che venga fatta chiarezza sui costi. La critica riguarda soprattutto la terminologia utilizzata, che secondo il legale è ghettizzante, stigmatizzante e razzista. Nella sua valutazione, affrontare le difficoltà dei giovani attraverso una struttura identificata con questa denominazione rischia di alimentare divisioni anziché favorire interventi efficaci.

Anselmo ha sostenuto che il disagio giovanile richieda risposte differenti, citando opportunità di lavoro, possibilità di realizzazione personale e spazi di aggregazione. Ha riconosciuto l'utilità del supporto degli psicologi, ma ha distinto questo tipo di intervento dalla creazione di una task force caratterizzata da una denominazione che considera discriminatoria. Nella sua critica ha richiamato anche le difficoltà economiche e abitative che interessano i giovani ferraresi, indicando il caro affitti e la mancanza di lavoro tra i problemi da affrontare. Per l'avvocato, le politiche giovanili dovrebbero comprendere opportunità concrete, senza limitarsi agli strumenti di controllo.

Il sostegno di Matteo Salvini all'iniziativa

Di segno opposto la reazione di Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega, che ha espresso pubblicamente apprezzamento per la proposta. Il sostegno politico è arrivato attraverso un messaggio sui social, nel quale ha definito positiva l'iniziativa del sindaco e auspicato che possa essere replicata in altre città italiane. La presa di posizione colloca il progetto anche nel dibattito nazionale sulle politiche di sicurezza e sulle risposte istituzionali agli episodi di violenza giovanile.

Fabbri ha a sua volta rivendicato di aver sollevato da tempo il tema dei cosiddetti maranza, sostenendo di aver ricevuto in passato accuse di razzismo per le sue posizioni. Il sindaco ha richiamato gli scontri e gli episodi di devastazione verificatisi a Milano e Bologna come parte del contesto che ha motivato la decisione. La discussione politica si concentra così anche sul significato attribuito all'espressione scelta per il nuovo organismo e sulla distinzione tra prevenzione sociale e attività di controllo. La contrapposizione tra maggioranza e opposizione riguarda sia l'impostazione dell'intervento sia il modo in cui vengono rappresentati i giovani coinvolti nei fenomeni di disagio e violenza.

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