Ucraina, le immagini dell’attacco russo a Kharkiv: feriti tra i civili, inclusi bambini e una donna incinta
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Redazione Esteri
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Le telecamere di sicurezza hanno immortalato il momento in cui i droni russi hanno colpito Kharkiv, la seconda città più popolosa dell’Ucraina dopo Kiev, lasciando dietro di sé una scia di distruzione e dolore. Diciassette persone sono rimaste ferite, tra cui quattro bambini, una donna incinta e un’anziana di 93 anni, in un attacco che, come ha denunciato il sindaco Ihor Terekhov, aveva come obiettivo chiaro gli edifici residenziali. Le immagini diffuse dalle autorità locali mostrano una serie di esplosioni ravvicinate che hanno investito i grattacieli abitati e le aree circostanti, confermando una strategia bellica che sembra prendere di mira sempre più spesso i civili.
Kharkiv, già duramente provata da mesi di bombardamenti, si ritrova ancora una volta a contare i danni e a seppellire le vittime di una guerra che non concede tregua. Se da un lato Kiev continua a rispondere colpendo obiettivi militari russi, come dimostra il recente raid domenicale contro l’aeronautica del Cremlino – ribattezzato “operazione tela di ragno” – dall’altro la popolazione ucraina paga un prezzo sempre più alto. Le stime sui danni inflitti agli aerei russi divergono, ma quel che è certo è che il conflitto entra in una fase sempre più logorante, dove ogni attacco innalza il livello di sofferenza.
Intanto, a migliaia di chilometri di distanza, un’altra battaglia – seppur di natura ben diversa – si consuma a Milano, dove centinaia di famiglie protestano da oltre 320 giorni per ottenere le case acquistate e mai consegnate. Il Comitato dei residenti, con il sostegno del sindaco Beppe Sala, ha portato avanti uno sciopero della fame per denunciare quella che definiscono una grave ingiustizia. “I nostri risparmi meritano rispetto”, ha dichiarato il portavoce del movimento, mentre la città fa i conti anche con l’incendio doloso alla Barona, un episodio che ha riacceso i riflettori sulle tensioni sociali nel capoluogo lombardo.




