Furto al Louvre, una donna incriminata e un sospettato rilasciato
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Quella che le autorità francesi non esitano a definire una vera e propria operazione di precisione, si è consumata in un lasso di tempo straordinariamente breve, appena sette minuti, all'interno del maestoso Museo del Louvre. Il 19 ottobre 2025, un gruppo di individui, camuffati da operai e servendosi di un montacarichi da trasloco, ha forzato una finestra con l'ausilio di una sega circolare, ha infranto le vetrine che custodivano preziosi cimeli storici ed è fuggito, portando con sé nove gioielli appartenuti a Napoleone, il cui valore è stato stimato in ottantotto milioni di euro. Nella concitata fuga su scooter, uno dei pezzi più iconici, una corona, è caduto e rimasto danneggiato sull'asfalto, divenendo una delle prime, concrete tracce per gli investigatori.
L'avanzamento delle indagini
Le successive settimane hanno visto un'intensa attività di polizia, la quale, setacciando meticolosamente le periferie della capitale, ha portato all'arresto di diverse persone. In un primo momento, due individui sono stati fermati, mentre un ulteriore gruppo, composto da cinque sospetti, è stato tratto in custodia all'inizio di questa settimana. Tra loro, figura una donna di trentotto anni, residente nel sobborgo settentrionale di La Courneuve, i cui legami con l'organizzazione criminale sono al centro degli accertamenti.
L'incriminazione e il procedimento giudiziario
La donna, i cui dettagli anagrafici non sono stati divulgati oltre la sua età, è comparsa oggi dinanzi a un magistrato in un'aula giudiziaria di Parigi, in un'udienza che, su esplicita richiesta della procura, si è svolta a porte chiuse. Al termine dell'interrogatorio, le è stata notificata l'incriminazione formale per i reati di "complicità in furto organizzato" e di "associazione a delinquere finalizzata a commettere un crimine". Il magistrato dovrà ora valutare se convalidare gli arresti e decidere in merito alla potenziale custodia cautelare per l'imputata, il cui ruolo specifico nell'articolata rapina rimane ancora da chiarire completamente.
Un sospettato torna in libertà
Parallelamente al procedimento a carico della donna, si è registrato un significativo sviluppo che ha visto un altro degli arrestati all'inizio della settimana, un uomo, essere rimesso in libertà. Le sue legali, Sofia Bougrine e Noémie Gorin, hanno confermato che il loro assistito è stato rilasciato "senza accuse", dopo che i magistrati hanno esaminato la sua posizione. Questo episodio, che segna un momento di svolta per uno dei sospettati, non ha però rallentato il corso delle indagini, le quali proseguono senza sosta per localizzare il bottino, che al momento risulta ancora introvabile nonostante le perquisizioni e le investigazioni portate avanti fino ad ora.




