Tumore del pancreas, Aiom chiede l’uso compassionevole del daraxonrasib
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
L’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) ha chiesto l’avvio immediato dell’uso compassionevole del daraxonrasib per i pazienti con tumore del pancreas metastatico già trattati con chemioterapia. La richiesta riguarda la possibilità di accedere gratuitamente alla terapia prima della conclusione dell’iter regolatorio in Italia e in Europa.
La richiesta degli oncologi per l’accesso anticipato al farmaco
La posizione dell’Aiom riguarda una terapia mirata sviluppata da Revolution Medicines, pensata per colpire le alterazioni della proteina Ras, coinvolta nella crescita di numerosi tumori pancreatici. L’associazione degli oncologi chiede all’azienda produttrice di attivare un programma di accesso anticipato destinato ai malati che hanno già ricevuto trattamenti chemioterapici e che non dispongono di altre opzioni terapeutiche equivalenti.
Il daraxonrasib viene assunto per via orale e agisce sul meccanismo molecolare legato alle proteine Ras mutate. I risultati finora disponibili hanno evidenziato un prolungamento della sopravvivenza nei pazienti coinvolti negli studi clinici, senza indicare una possibilità di guarigione. La terapia rappresenta un nuovo approccio nella ricerca contro una forma di cancro caratterizzata da una forte presenza di alterazioni genetiche che per anni sono state considerate difficili da colpire con farmaci mirati.
Lo studio RASolute 302 e l’approvazione negli Stati Uniti
Il percorso del daraxonrasib è legato allo studio clinico registrativo RASolute 302, condotto su pazienti con adenocarcinoma pancreatico metastatico già sottoposti a precedenti trattamenti. La sperimentazione ha valutato il farmaco rispetto alle terapie chemioterapiche standard, analizzando gli effetti sulla sopravvivenza e sulla progressione della malattia.
Alla fine di agosto 2026 la Food and Drug Administration statunitense ha approvato il trattamento, segnando un passaggio regolatorio che ha aperto la strada alla disponibilità del farmaco negli Stati Uniti. L’iter europeo segue invece un percorso separato: l’Agenzia europea per i medicinali ha avviato una valutazione accelerata sulla base dei risultati dello studio clinico.
L’appello della famiglia di una paziente italiana
La richiesta di accesso anticipato è stata accompagnata anche dall’appello di Rachele Cavani, figlia di Fausta Rotundo, una paziente affetta da adenocarcinoma pancreatico metastatico che non ha risposto alle prime terapie. La donna ha rivolto un messaggio al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiedendo la possibilità di utilizzare il nuovo trattamento prima della disponibilità ordinaria.
Il caso evidenzia il problema dell’attesa tra l’approvazione di un farmaco in un Paese e la sua effettiva disponibilità negli altri sistemi sanitari. Per i pazienti con malattia metastatica già sottoposti a cure precedenti, l’accesso attraverso programmi di uso compassionevole può rappresentare una modalità per ricevere medicinali non ancora autorizzati nel proprio territorio.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
