Manovra, la maggioranza al vertice per ricucire lo strappo su banche e affitti brevi
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Redazione Interno
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La Manovra si appresta ad avviare il suo iter parlamentare senza aver prima placato le profonde divisioni che, come una faglia sotterranea, minano la compattezza della maggioranza di governo; un quadro reso ancor più complesso dalle posizioni diametralmente opposte assunte dai partiti alleati su nodi cruciali, quali la tassazione del settore bancario e la regolamentazione degli affitti a breve termine, mentre dai Ministeri stessi giungono sollecitazioni per una spending review meno onerosa di quella attualmente prevista, la quale mira a reperire circa sette miliardi di euro. È in questo clima di tensione, che si delinea per i prossimi giorni – con molta probabilità già da martedì – un nuovo vertice di maggioranza, convocato nel tentativo di appianare le divergenze prima del delicato sbarco della legge nelle aule di Montecitorio e Palazzo Madama.
L’attacco di Salvini e la risposta degli alleati
Alla vigilia dell’esame parlamentare della Legge di Bilancio, il vicepremier Matteo Salvini ha scagliato un duro attacco contro il settore bancario, alzando inaspettatamente il tiro con una dichiarazione che non ha lasciato spazio a interpretazioni: «Ogni lamentela in più», ha affermato, “sarà un miliardo in più che chiederemo. Gli unici che non si possono lamentare in Italia sono i banchieri”. Di fronte a questa escalation, che riaccende un conflitto mai del tutto sopito, la tensione nella maggioranza è tornata a salire rapidamente, creando una frattura evidente con Forza Italia e Fratelli d’Italia, i quali, da parte loro, chiedono con insistenza trasparenza e risposte chiare al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, considerato il referente naturale per queste materie.
La richiesta di chiarimenti a Giorgetti
“Citofonare Giancarlo Giorgetti”. L’invito, che suona come un eufemismo per una richiesta ben più perentoria, è giunto da Fratelli d’Italia, diretto alla Lega, la quale continua a spingere con determinazione per un aumento del contributo straordinario a carico degli istituti di credito. “Chieda a lui cosa vuole fare”, ha incalzato il responsabile economico del partito, Marco Osnato, sottolineando come la palla debba essere necessariamente ribattuta nel campo del titolare del MEF. Una posizione, questa, che trova d’accordo anche Forza Italia, la quale, attraverso i suoi portavoce, ha espresso piena sintonia con i meloniani, dando così vita a un asse che contrappone i due partiti alla linea dura del Carroccio.
La replica di Borghi e la sovranità del Parlamento
A Fratelli d’Italia e Forza Italia, che in corredo invitano il Carroccio a rivolgersi al “loro” ministro, ha replicato Claudio Borghi, tra i più vicini a Matteo Salvini. “Posto che il contributo l’ha scritto proprio Giorgetti”, ha ricordato Borghi, “quindi è sicuramente d’accordo, ricordo anche agli alleati che la legge di bilancio la approva il Parlamento, non il governo”. Una dichiarazione che, oltre a ribadire la volontà della Lega di procedere su questa strada, enfatizza il ruolo centrale dell’Assemblea legislativa, nella quale – è l’implicito messaggio – la maggioranza potrà comunque operare quelle modifiche che riterrà opportune, intervenendo su temi spinosi come quello degli affitti brevi e, appunto, del prelievo sulle banche.




