Michelotto Gruppo 4 Tributo, la Ferrari 308 rinasce a Padova con V8 aspirato e cambio manuale
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Una berlinetta di 950 chilogrammi, spinta da un motore V8 aspirato da 3.400 centimetri cubici capace di erogare 380 cavalli a 8.250 giri al minuto. La Michelotto Gruppo 4 Tributo è stata svelata il 10 ottobre 2026 nel cortile di Palazzo Moroni, a Padova, e riporta al centro della scena una concezione dell'automobile sportiva fondata sulla leggerezza, sulla meccanica essenziale e sul coinvolgimento diretto del pilota.
Il progetto, promosso da AC Motorsport e sviluppato da Michelotto Group, celebra i cinquant'anni dall'omologazione sportiva della Ferrari 308 Gruppo 4, vettura che ha segnato un capitolo fondamentale nella storia dell'azienda padovana.
Una storia iniziata nel 1969
Fondata nel 1969 da Giuliano Michelotto, l'azienda con sede in via Chiesanuova ha costruito nel corso dei decenni oltre 700 esemplari da competizione, accumulando 1.495 vittorie tra cui 85 campionati nazionali, 216 titoli internazionali e 44 campionati mondiali. Il legame con la Ferrari 308 Gruppo 4 risale alla seconda metà degli anni Settanta, quando Ferrari scelse di affidare a Michelotto la preparazione delle versioni da corsa della 308 GTB, nata nel 1975 con carrozzeria disegnata da Pininfarina e prodotta inizialmente in vetroresina.
La vettura ottenne l'omologazione sportiva nel 1976 e disputò competizioni internazionali, tra cui il Campionato Italiano Rally conquistato nel 1982 da Tonino Tognana, unico pilota capace di aggiudicarsi il titolo al volante di una Ferrari.
Meccanica da competizione
Il propulsore della Gruppo 4 Tributo è un otto cilindri a V di 90 gradi con basamento e testate in lega leggera, distribuzione a quattro alberi a camme in testa e iniezione elettronica calibrata per carburante a 98 RON. Montato in posizione posteriore-centrale trasversale, sviluppa una coppia di 363 Nm e consente alla vettura di raggiungere un rapporto peso-potenza di circa 2,5 chilogrammi per cavallo.
La trasmissione affida la potenza alle ruote posteriori attraverso un cambio manuale a cinque rapporti con innesti frontali, soluzione derivata dall'esperienza nelle competizioni, con otto differenti configurazioni di rapporti disponibili per adattare la trasmissione alle caratteristiche dei percorsi.
Telaio e abitacolo
La struttura portante utilizza un telaio tubolare con elementi ellittici e pannelli in materiale composito, con il rollbar integrato direttamente nella struttura. Le sospensioni adottano triangoli sovrapposti su entrambi gli assi, con ammortizzatori e barre stabilizzatrici regolabili. L'impianto frenante comprende pinze a quattro pistoni e dischi autoventilanti da 345 millimetri all'anteriore e 328 millimetri al posteriore, con ripartizione della frenata modificabile dall'abitacolo.
I cerchi da 18 pollici montano pneumatici Pirelli Trofeo RS, mentre lo sterzo a cremagliera privilegia un collegamento diretto con le ruote. All'interno trovano posto sedili anatomici con struttura in composito, rivestimenti in Alcantara e cinture a quattro punti.
Un progetto nato da una cena tra appassionati
La genesi della vettura affonda le radici in una cena organizzata da Francesco Calzavara, fondatore di AC Motorsport con una precedente esperienza professionale in Michelotto, insieme allo stesso Giuliano Michelotto e ad alcuni compagni del progetto statunitense legato alla F40 Competizione. Da quell'incontro riemersero ricordi e aneddoti di una stagione irripetibile dell'automobilismo sportivo, fino alla proposta di un progetto che celebrasse la storia dell'azienda e del suo fondatore.
«Dopo tanti anni abbiamo sentito il desiderio di rendere omaggio a Padova e a tutti i suoi cittadini, una città che ha accompagnato la nostra storia e i nostri successi», ha dichiarato Giuliano Michelotto durante la presentazione. Prezzo, tiratura e disponibilità commerciale della vettura non sono stati comunicati.
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