Di Battista, quarta notte al Gemelli: nessun bollettino e massimo riserbo sulle condizioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Alessandro Di Battista ha trascorso la quarta notte consecutiva al Policlinico Gemelli di Roma, dove è ricoverato da sabato 12 settembre per proseguire le cure dopo il malore accusato il 28 agosto a Cuba e il successivo intervento chirurgico eseguito all'Avana. Il vicepresidente dell'associazione Schierarsi, ex parlamentare del Movimento 5 Stelle, è arrivato nell'Irccs capitolino in mattinata, intorno alle 8.20, trasferito in aeroambulanza dall'aeroporto di Ciampino.

Al momento del trasferimento, stando a quanto filtra da fonti vicine all'attivista, presentava una vistosa fasciatura alla testa.

Il viaggio di rientro e il ricovero romano

Il rientro in Italia è stato organizzato con un volo a tappe e a bassa quota, della durata complessiva di circa dodici ore, proprio per tenere conto delle condizioni di salute dell'ex deputato dopo quasi due settimane di degenza sull'isola caraibica. Il trasporto sanitario è stato coperto dall'assicurazione stipulata prima della partenza, come aveva fatto sapere lo stesso Di Battista, che aveva declinato l'ipotesi di un volo pagato dallo Stato.

Una volta atterrato a Ciampino, è stato trasferito in ambulanza verso la struttura di Roma, dove ad attenderlo c'era l'équipe medica che già lo aveva seguito a distanza durante i giorni cubani.

La richiesta di riserbo e l'appello alla discrezione

Sulle condizioni cliniche di Di Battista resta il massimo riserbo. Su richiesta della famiglia, il Policlinico Gemelli non diffonderà bollettini medici, e le informazioni disponibili provengono esclusivamente da persone vicine all'attivista. L'associazione Schierarsi ha rivolto un appello pubblico affinché «amici, sostenitori e operatori dell'informazione» evitino di recarsi in ospedale, «così da consentire a lui e alla sua famiglia di vivere i prossimi giorni nella necessaria tranquillità».

Nel messaggio diffuso sui social, l'associazione ha inoltre invitato tutti a mantenere «la massima prudenza e discrezione nella diffusione di fotografie, video, notizie e informazioni» che riguardino Di Battista e la sua situazione personale.

Il quadro clinico e l'invito alla prudenza

In assenza di dati clinici ufficiali, i neurochirurghi interpellati sull'argomento hanno invitato alla cautela. «Non è possibile stabilire quali esami o trattamenti siano in corso, né conoscere il reparto in cui Di Battista è ricoverato», hanno spiegato, sottolineando come non si possano formulare «ipotesi attendibili sui tempi di degenza, sulle eventuali dimissioni o sul recupero». Gli specialisti hanno rimarcato «l'importanza di attendere comunicazioni ufficiali prima di qualsiasi valutazione sul quadro clinico».

Il malore a Cuba e l'intervento d'urgenza

La vicenda era cominciata il 28 agosto, quando Di Battista, che si trovava sull'isola per realizzare un reportage destinato al Fatto Quotidiano, era stato colpito da un forte e persistente mal di testa. Il primo ricovero era avvenuto nell'ospedale di Santa Clara, il più vicino al luogo in cui si trovava, prima del trasferimento nella struttura più attrezzata dell'Avana, l'Hospital Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras.

Un primo tentativo di rientro in Italia, programmato per il 4 settembre, era saltato a causa di un improvviso peggioramento delle condizioni cliniche, che aveva reso necessario un intervento neurochirurgico d'urgenza nella capitale cubana. Il buon esito dell'operazione aveva poi permesso di riprogrammare il trasferimento verso Roma.

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