Lamezia scende in piazza per la Freedom Flotilla, nuove proteste in tutta Italia
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Redazione Interno
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La notte scorsa, in acque internazionali, la marina israeliana ha condotto quello che gli attivisti definiscono senza mezzi termini "un nuovo atto di pirateria", assaltando la Freedom Flotilla e la Thousand Madleens, imbarcazioni dirette a Gaza con un carico di aiuti umanitari. L'operazione militare, che ha visto l'abbordaggio di nove navi, si è conclusa con l'arresto di 145 persone, molte delle quali medici e infermieri, poi trasferite, secondo quanto riportato dal Collettivo Addùnati, "illegalmente" nelle prigioni israeliane in attesa di un rimpatrio forzato. Un episodio, questo, che rievoca tristemente analoghe azioni del passato e che, se da un lato non ha generato significative proteste ufficiali da parte dei governi occidentali, dall'altro ha immediatamente infiammato la mobilitazione popolare, con comitati e collettivi che in tutta Italia stanno rispondendo con una nuova ondata di presidi.
La risposta delle piazze italiane
La reazione non si è fatta attendere e ha già cominciato a dilagare, trovando espressione in quarantotto piazze dello Stivale, da Roma a Milano, da Napoli a Torino, passando per Bologna e Bari, dove ieri sera si sono radunati i sostenitori della causa palestinese. Una mobilitazione che, sebbene numericamente diversificata, dimostra una capacità di reazione immediata a eventi internazionali, i quali, nonostante la distanza geografica, vengono percepiti come una questione di principio che riguarda da vicino la coscienza civile di molti. Tra i fermati durante l'azione in mare, è stato specificato, ci sono anche dieci cittadini italiani, un dettaglio che inevitabilmente aggiunge un ulteriore tassello di attenzione alla vicenda, portando la politica nazionale a doversi esprimere, come ha fatto il Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi durante il question time alla Camera, riferendosi agli incidenti verificatisi in precedenti manifestazioni.
Il presidio di Lamezia e il rilancio delle proteste
A Lamezia Terme, il Collettivo Addùnati ha convocato un presidio per domani in Piazzetta San Domenico, annunciato con una nota nella quale si legge: "Hanno bloccato la Freedom Flotilla e la Thousand Madleens, torniamo in piazza!". Una chiamata all'azione che riflette un sentimento di indignazione e di determinazione, il quale non accenna a placarsi e che anzi trova nuova linfa proprio nella repressione della missione umanitaria. Lo stesso spirito anima il Comitato Varesino per la Palestina, il quale, dopo il presidio di mercoledì scorso, ha già fissato una nuova manifestazione per domenica in Piazza Montegrappa, ribadendo con parole nette l'obiettivo della protesta: "Non ci fermeremo fino a quando il genocidio non sarà fermato e la Palestina non sarà libera".
Un movimento che promette di continuare
Quello che si delinea, pertanto, è un quadro di mobilitazione persistente e capillare, che sembra trarre forza proprio dagli ostacoli che incontra. L'abbordaggio della Flotilla, invece di scoraggiare gli attivisti, ha funzionato da catalizzatore, spingendo i comitati a organizzare nuove iniziative in tempi rapidissimi e a dichiarare pubblicamente che altre barche sono pronte a salpare. La protesta, dunque, non si esaurisce in una singola giornata di piazza ma si configura come un fenomeno strutturato e di lunga durata, che punta a mantenere alta l'attenzione su una crisi internazionale la cui soluzione appare, allo stato attuale, drammaticamente lontana.




