Apertura della chiesa al battesimo dei figli di coppie omoaffettive e ai transessuali

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La chiesa cattolica sta affrontando il tema delle persone LGBTQ+ e segna una forte apertura rispetto al passato. Il vescovo del Brasile ha chiesto al Vaticano se due persone omoaffettive possono figurare come genitori di un bambino, che deve essere battezzato, e che fu adottato o ottenuto con altri metodi come l’utero in affitto. La risposta del Dicastero della Fede è stata chiara: “Perché il bambino venga battezzato ci deve essere la fondata speranza che sarà educato nella religione cattolica“.

Un bambino nato da maternità surrogata, e figlio di una coppia omogenitoriale, può ricevere serenamente il battesimo - e i genitori sono considerati tali, se gli impartiscono un'educazione cattolica - ma non può essere registrato all'anagrafe come figlio di due mamme o di due papà. A breve i due genitori saranno penalmente perseguibili in tutto il globo terracqueo, dal momento che la maternità surrogata, quando tra qualche mese arriverà il via libera in Senato, diventerà reato universale.

Il Papa da tempo predica che la Chiesa deve accogliere tutti, senza alcuna distinzione, compreso l’orientamento sessuale. Lo ha detto a parole. Lo ha fatto capire con i gesti incontrando transessuali in Vaticano, o chi come suor Jeannine Gramick si batte per i diritti della comunità LGBTQ. Ora lo ha messo nero su bianco. In un documento della Congregazione per la dottrina della fede – firmato anche da Papa Francesco - si risponde a brevi quanto scottanti domande.

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