L’Italia della staffetta maschile, tra Klaebo e le insidie di Francia e Stati Uniti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   È il giorno della vigilia per la squadra azzurra dello sci di fondo, e l’aria che si respira attorno al Centro del fondo di Tesero è quella tipica delle grandi occasioni, quelle in cui il peso delle aspettative si fa sentire sulle spalle degli atleti. Dopo tre gare individuali che hanno visto gli italiani rincorrere senza successo il podio, la staffetta maschile in programma domani rappresenta una delle due carte più importanti, se non la carta decisiva, su cui la spedizione azzurra ha scelto di puntare per dare una svolta al proprio medagliere in queste Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Non è un mistero per nessuno, del resto, che il quartetto composto da Elia Barp, Davide Graz, Martino Carollo e dal capitano Federico Pellegrino abbia lavorato con questo obiettivo sin dall’inizio del quadriennio, cesellando preparazione e cambi per arrivare all’appuntamento che conta nelle migliori condizioni possibili.

La concorrenza, va detto senza mezzi termini, è agguerrita e non intende certo fare sconti. In cima a tutte, ovviamente, c’è la corazzata norvegese, una squadra che in questo scorcio di Giochi sta letteralmente dettando legge. Basti pensare al fenomeno Johannes Høsflot Klaebo, il 29enne cannibale che in queste Olimpiadi ha fatto incetta di tutto quanto era disponibile: tre gare individuali finora disputate e tre ori al collo, l’ultimo dei quali conquistato venerdì con una prestazione dominante nella 10 km a tecnica libera. Per Klaebo, quello di ieri è stato l’ottavo alloro olimpico della carriera, un traguardo che gli permette di eguagliare nell’albo d’oro norvegese mostri sacri come Marit Bjoergen e Bjoern Daehlie nel fondo, oltre al biatleta Ole Einer Bjoerndalen. Un risultato che sa di storia, ma che il fondista, a metà della sua personale impresa, avrà già messo da parte per concentrarsi sulla staffetta, dove potrebbe mettere la pietra sopra sulla sua personale collezione di questi Giochi.

Ma il dominio del fuoriclasse scandinavo, per quanto schiacciante, non deve trarre in inganno chi guarda alla gara di domani con gli occhi dell’italiano medio che spera in una medaglia. La Norvegia, con ogni probabilità, farà gara a sé e si giocherà l’oro in una lotta interna per la supremazia, ma alle sue spalle si preannuncia una battaglia di quelle che lasciano il segno per aggiudicarsi i restanti gradini del podio. Ed è qui che si inserisce il discorso azzurro, chiamato a vedersela con una serie di rivali che, sulla carta, partono quantomeno alla pari se non con un piccolo vantaggio psicologico. Tra queste, la Francia di Mathis Desloges appare forse la seconda forza in campo: il transalpino, reduce da due secondi posti consecutivi nello skiathlon e nella 10 km, sta vivendo un momento di grazia cristallina e rappresenterà un osso durissimo da rosicchiare per chiunque.

L’analisi delle rivali e le insidie nascoste nel gruppo

A tenere banco nelle discussioni degli addetti ai lavori, in queste ore di vigilia, non sono solo i soliti noti. C’è un’altra squadra che incute un certo rispetto e che potrebbe giocare un ruolo da autentica mina vagiante: gli Stati Uniti d’America. La formazione a stelle e strisce, forte della verve di un Ben Ogden scatenato nella frazione in classica, ha tutte le credenziali per inserirsi nella lotta e rompere le uova nel paniere a molti. Non si può poi dimenticare la tradizione di paesi come la Svezia e la Finlandia, nazioni per le quali lo sci di fondo è quasi una religione e che in staffetta sanno sempre tirar fuori il meglio di sé, così come un occhio di riguardo va tenuto sulla Svizzera, specialmente se Valerio Grond riuscisse a restare attaccato al gruppetto di testa nell’ultimo cambio, quando le carte si mescolano e le gambe iniziano a bruciare.

La staffetta, si sa, è una disciplina che racconta spesso storie diverse rispetto alle gare individuali, un affare di squadra in cui la tattica e il cuore possono ribaltare pronostici che sembravano già scritti. Gli azzurri, dal canto loro, sanno di avere una chance e che questa chance va sfruttata al meglio, frazione dopo frazione, cercando di limitare i danni nella prima parte di gara per poi giocarsi il tutto per tutto con il finale di Pellegrino, specialista delle rimesse e degli sprint. Il quadro, insomma, è più intricato di quanto possa sembrare a una prima occhiata, con diverse squadre in lizza per due soli posti a disposizione sul podio.

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Description: L'Italia punta alla staffetta maschile per il riscatto olimpico. Avversari temibili: Francia in forma e USA con Ogden. La vigilia a Tesero.

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