Certificazione Unica INPS 2025: come scaricarla online

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, ha l’obbligo di rendere disponibile entro il 17 marzo 2025 la Certificazione Unica (CU) relativa ai redditi erogati nel corso del 2024. La scadenza, fissata al 17 marzo anziché al 16 – giorno che cade di domenica –, rappresenta un appuntamento cruciale per chiunque abbia percepito somme dall’Istituto, siano esse pensioni, indennità o altri proventi. La CU, strumento fondamentale per la dichiarazione dei redditi, potrà essere scaricata direttamente online attraverso il portale istituzionale dell’INPS o tramite l’app dedicata, garantendo un accesso rapido e semplificato agli utenti.

Tra le novità introdotte per il 2025, spicca l’abolizione dell’obbligo di rilascio della CU per i professionisti in regime forfettario o di vantaggio che hanno percepito compensi nel 2024. Una misura che, se da un lato alleggerisce gli adempimenti per questa categoria, dall’altro solleva interrogativi sulle modalità di tracciabilità dei redditi. Parallelamente, sono stati modificati i codici giustificativi delle somme non soggette a ritenuta d’acconto, da indicare nel campo 6 della CU. Tra le novità, l’introduzione di nuovi codici e l’eliminazione del codice 24, precedentemente utilizzato per i compensi non assoggettati a ritenuta corrisposti ai forfettari.

La Certificazione degli Utili e Proventi Equiparati (CUPE), anch’essa soggetta alla scadenza del 17 marzo, riguarda invece i soggetti residenti in Italia che hanno percepito utili derivanti da partecipazioni societarie o altri proventi equiparati. Si tratta di un documento complementare alla CU, che completa il quadro informativo necessario per la compilazione della dichiarazione dei redditi.

L’evoluzione normativa in materia di certificazioni fiscali, se da un lato semplifica alcuni adempimenti, dall’altro richiede una maggiore attenzione nella compilazione dei modelli, soprattutto in considerazione delle modifiche ai codici e delle nuove esenzioni. Gli utenti, pertanto, dovranno prestare particolare cura nel verificare l’esattezza dei dati riportati, evitando errori che potrebbero comportare sanzioni o ritardi nelle procedure fiscali.

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