Elezioni in Svezia, Kristersson avverte: con la sinistra al governo le missioni Nato a rischio
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Il primo ministro uscente svedese Ulf Kristersson ha lanciato un avvertimento diretto agli elettori in vista del voto di domenica, sostenendo che l'ascesa al potere del blocco di sinistra metterebbe a rischio la permanenza della Svezia nella Nato. In un'intervista a Politico, il leader dei Moderati ha affermato che due dei quattro partiti che compongono l'opposizione voterebbero contro l'adesione del Paese all'Alleanza Atlantica. "Se vincesse la sinistra, due su tre, o due su quattro partiti, voterebbero contro la permanenza della Svezia alla Nato.
Insomma, è una cosa davvero, davvero concreta", ha dichiarato Kristersson, secondo quanto riportato dal Gazzettino.
La Svezia è entrata a far parte della Nato nel 2024, abbandonando una politica di non allineamento militare che durava da decenni, in seguito all'invasione russa dell'Ucraina. Da allora il Paese scandinavo ha avviato un massiccio riarmo e ha rafforzato la propria preparazione civile, accusando Mosca di cyberattacchi, disinformazione e operazioni di intelligence, inclusi incidenti con droni e aerei da combattimento sul Mar Baltico.
Il nodo dei Democratici Svedesi
Il vero elemento di novità di questa tornata elettorale è rappresentato dalla possibile entrata dei Democratici Svedesi (Sverigedemokraterna) nella compagine di governo. Il partito, fondato alla fine degli anni Ottanta da esponenti con radici nell'estrema destra e nel movimento neonazista, è oggi la seconda forza politica del Paese. Alle elezioni del 2022 aveva ottenuto il 20,5 per cento dei voti e 73 seggi, sostenendo dall'esterno il governo di centrodestra senza però ottenere ministeri.
Kristersson ha promesso posti in gabinetto ai Democratici Svedesi in caso di vittoria, e il loro leader Jimmie Akesson ha rivendicato con chiarezza la volontà di entrare formalmente nell'esecutivo. La leader dell'opposizione Magdalena Andersson, ex primo ministro, ha definito la scelta di fronte agli elettori come quella tra una Svezia più simile a se stessa e "un Paese completamente diverso con un governo dominato dai Democratici Svedesi, un partito di estrema destra fondato da neonazisti".
L'incognita dei sondaggi
I rilevamenti dell'ultima settimana delineano un quadro di sostanziale equilibrio, con il blocco di centrosinistra composto da Socialdemocratici, Verdi, Sinistra e Centro accreditato tra il 49,3 e il 50,8 per cento dei consensi. I quattro partiti che compongono la coalizione uscente - Moderati, Democratici Cristiani, Liberali e Democratici Svedesi - si attestano invece tra il 47,6 e il 49 per cento.
Un sondaggio commissionato da Ekot ha rilevato un vantaggio dell'opposizione di 3,2 punti percentuali, con il blocco di sinistra al 50,8 per cento e quello di destra al 47,6.
Le differenze tra le diverse rilevazioni, tuttavia, rendono l'esito ancora incerto. La televisione pubblica svedese SVT ha descritto il voto come un "thriller", sottolineando come il margine tra i due schieramenti sia in alcuni casi inferiore all'errore statistico. I Liberali rappresentano l'elemento di maggiore volatilità: il partito, che nel 2022 aveva ottenuto il 4,61 per cento e 16 seggi, è rimasto per gran parte della legislatura al di sotto della soglia di sbarramento del 4 per cento.
I temi della campagna elettorale
L'assistenza sanitaria si è confermata la principale preoccupazione degli elettori: un sondaggio SVT/Verian pubblicato ad agosto ha rilevato che il 64 per cento degli intervistati la considera una delle questioni politiche più importanti, in aumento rispetto al 55 per cento di maggio. I Moderati propongono di ridurre da 90 a 30 giorni la garanzia sui tempi di attesa per le cure, mentre i Socialdemocratici hanno promesso di aumentare i finanziamenti sanitari in linea con l'inflazione.
Immigrazione e integrazione restano un altro terreno di scontro. Durante l'attuale legislatura la Svezia ha inasprito la propria politica migratoria, abolendo la residenza permanente per i rifugiati e aumentando le deportazioni. Secondo Sveriges Radio, i Democratici Svedesi sono l'unico degli otto partiti in Parlamento a chiedere ulteriori restrizioni dopo il voto, mentre diverse forze di opposizione si sono espresse a favore di un allentamento di alcune misure recenti.
Il leader dei Democratici Svedesi Jimmie Akesson ha dichiarato in agosto che il suo obiettivo è ambire alla carica di primo ministro "nel 2030 o più avanti".
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
