Italia nella morsa del ciclone, allerta rossa in Piemonte: rischio alluvioni lampo
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Redazione Interno
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L’Italia è stretta nella morsa di un ciclone dalle caratteristiche quasi tropicali, che nelle prossime ore raggiungerà il suo apice, scatenando nubifragi, venti tempestosi e il concreto pericolo di alluvioni lampo in diverse regioni. Il Piemonte, in particolare, è in stato di massima allerta, con la Protezione Civile che ha dichiarato il codice rosso per giovedì 17 aprile 2025, prevedendo piogge torrenziali capaci di scaricare in poche ore l’equivalente di quattro mesi di precipitazioni.
A differenza delle alluvioni tradizionali, quelle lampo – come spiegano gli esperti – si verificano quando temporali intensi e persistenti si abbattano su bacini idrici di piccole dimensioni, torrenti o addirittura letti fluviali in precedenza asciutti, trasformandoli in pochi minuti in corsi d’acqua impetuosi e distruttivi. Il fenomeno, già osservato in passato in altre zone del Paese, desta particolare preoccupazione per la rapidità con cui può generare danni ingenti, mettendo a rischio non solo le infrastrutture ma anche la sicurezza delle persone.
Oltre al Piemonte, altre regioni del Centro-Nord sono in allerta arancione o gialla, con il ciclone in movimento dalla Corsica verso il Mar Ligure e poi la Toscana, per poi risalire verso nord-est. Andrea Garbinato, responsabile della redazione di un noto portale meteo, ha sottolineato come il sistema stia assumendo connotati sempre più simili a quelli dei cicloni tropicali, caratterizzati da un nucleo caldo e da un’elevatissima concentrazione di umidità, fattore che amplifica l’intensità delle precipitazioni.
Le autorità locali, coordinate dalla Protezione Civile, hanno già attivato i piani di emergenza, mentre i cittadini delle zone più esposte sono stati invitati a evitare spostamenti non necessari e a prestare massima attenzione ai bollettini. Il maltempo, accompagnato anche da mareggiate e nevicate a quote insolitamente basse, potrebbe aggravarsi ulteriormente nelle prossime ore, rendendo critica la situazione in aree già fragili dal punto di vista idrogeologico.




