Bff Bank travolta dalle rettifiche contabili, cambio al vertice dopo il crollo in Borsa
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Redazione Economia
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Una tempesta perfetta, generata da revisioni degli utili futuri e dall'annuncio delle dimissioni del suo storico leader, ha colpito Bff Bank trascinando il Titolo in un vortice senza precedenti. Il listino di Piazza Affari, che pure non è nuovo a scossoni, ha registrato il capitombolo del titolo, il quale ha perso in un solo giorno quasi la metà del suo valore, precipitando di un netto 44,2%. La mossa, che ha lasciato attoniti gli operatori, segue la comunicazione dell'amministratore delegato Massimiliano Belingheri, il quale ha rassegnato le proprie dimissioni trasferendo le deleghe operative a Giuseppe Sica, nominato direttore generale. All'origine del terremoto finanziario, un drastico ridimensionamento delle prospettive: gli utili attesi per il 2026, infatti, sono stati corretti a ribasso passando da una previsione di 240 milioni di euro a un profitto netto rettificato di soli 160 milioni. Un aggiustamento che ha fatto rumore, soprattutto se confrontato con il dato conclusivo del 2025, un esercizio chiuso con un utile di 150 milioni, in crescita del 5% rispetto all'anno precedente.
Le analisi degli operatori sul "duro reset"
La reazione del mercato, così violenta e immediata, ha spinto i principali analisti a rivedere radicalmente le proprie valutazioni sulla banca d'affari, attiva nel settore della finanza specializzata. Equita, ad esempio, ha operato un taglio sostanziale del target price, portandolo a 6,00 euro per azione rispetto ai precedenti 11,1 euro. Secondo la lettura del broker, il crollo ha posizionato il titolo a un rapporto prezzo/utili rettificato per il 2027 di 5,8 volte, un livello considerevolmente più basso rispetto alla media del settore bancario, che si attesta intorno a 10 volte, e anche inferiore a quello di un competitor diretto come Banca Ifis. Dagli incontri con l'azienda, dopo gli annunci del cambio di vertice, sono emersi ulteriori elementi di chiarimento: le svalutazioni, quantificate in circa 72 milioni di euro, riguardano in larga parte un portafoglio di crediti per 400 milioni legato a sentenze giudiziarie sfavorevoli che, tuttavia, non sono ancora definitive.
Un lunedì nero dopo una domenica di boom
Il paradosso temporale rende la vicenda ancora più emblematica. Mentre la domenica precedente la stazione sciistica di Colere, rilanciata proprio da Belingheri, registrava un'affluenza record, pochi immaginavano cosa stesse per accadere nel cuore finanziario di Milano. La distanza tra le silenziose piste innevate e il tumulto della City si è rivelata abissale. In poche ore, la società, tra i leader europei nella gestione e nello smobilizzo di crediti commerciali verso le Pubbliche Amministrazioni, nonché nei securities services e nei servizi di pagamento, ha visto evaporare una fetta enorme della sua capitalizzazione. E lo stesso Belingheri, che ne guidava le sorti da oltre un decennio, si è trovato improvvisamente a cedere il timone.
Il cambio di giudizio da parte di Mediobanca
Anche Mediobanca Securities ha rivisto il proprio orientamento su Bff Bank, modificando la raccomandazione da "Outperform" a "Neutral" e riducendo parallelamente il target price a 7 euro per azione, dai 12 euro precedenti. Gli analisti della banca d'affari hanno definito l'episodio un "duro reset" per la società, sottolineando come gli annunci del lunedì abbiano di fatto azzerato le precedenti attese degli investitori e imposto una nuova fase di valutazione. L'attenzione del mercato si concentra ora sulla capacità del nuovo management di garantire una solida execution del piano, oltre che sulla futura governance, elementi considerati imprescindibili per qualsiasi ripresa di fiducia.




