Bff Bank, il crollo in Borsa e il triplice faro di Bankitalia, Procura e Consob
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Redazione Economia
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Il Titolo di Bff Bank continua a perdere terreno a Piazza Affari, con un'ulteriore flessione che si è attestata attorno al dieci per cento, portando il saldo complessivo da inizio anno a un arretramento superiore al sessantaquattro per cento. Una emorragia che non accenna a fermarsi, alimentata non solo dai conti e dalle rettifiche comunicate dal management, ma anche e soprattutto dal moltiplicarsi dei fronti d'indagine aperti sull'istituto specializzato nel factoring con la pubblica amministrazione. All'origine dello scivolone più recente, infatti, vi è la conferma, arrivata direttamente da Bff, dell'esistenza di un procedimento penale avviato dalla Procura di Milano, un fascicolo che risale alla fine del 2023 e che, ancora in fase istruttoria, ipotizza il reato di falso in bilancio. L'attenzione dei magistrati, come è stato riportato, si concentrerebbe sulla contabilizzazione degli interessi di mora, una voce di bilancio di rilevante importanza per una banca che opera nello smobilizzo dei crediti vantati nei confronti dello Stato e degli enti locali.
Il cuore dell'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Roberto Pellicano e dalle pm Giovanna Cavalleri e Cristiana Roveda, riguarderebbe la corretta iscrizione a bilancio di queste partite, con particolare riferimento agli interessi di mora e ai diritti di incasso, una pratica che, secondo quanto trapelato, sarebbe stata oggetto di verifiche già da parte della Banca d'Italia. E proprio gli esiti dell'ispezione condotta da via Nazionale nel corso del 2024, costata all'istituto pesanti rettifiche e una sospensione temporanea della distribuzione dei dividendi – revocata solo lo scorso novembre – costituiscono ora un tassello fondamentale del fascicolo processuale. La Procura, che ha mantenuto un basso profilo per mesi, starebbe valutando le carte prodotte dalla vigilanza, in attesa anche degli sviluppi di un cosiddetto follow-up, una nuova verifica sul campo che gli ispettori di Bankitalia avrebbero avviato nelle ultime settimane per monitorare l'attuazione delle misure correttive imposte.
Parallelamente all'iniziativa della magistratura, e all'ombra dei controlli di Bankitalia, si è inserita anche la Consob. La Commissione di vigilanza sui mercati, infatti, avrebbe acceso un faro sull'andamento delle azioni Bff, con l'obiettivo di comprendere le dinamiche che hanno portato a un crollo verticale della capitalizzazione, passata in poche sedute da circa un miliardo e mezzo a poco più di seicento milioni di euro. Un tracollo che, partito all'inizio di febbraio in seguito all'annuncio di un maxi-accantonamento straordinario da novantacinque milioni – finalizzato a un'operazione di de-risking del portafoglio factoring – e alla contestuale revisione al ribasso degli obiettivi per il 2026, è stato ulteriormente aggravato dalla notizia delle indagini giudiziarie. Il combinato disposto di questi eventi, con la governance che ha visto l'allora amministratore delegato Massimiliano Belingheri rimettere le deleghe operative – poi attribuite al direttore generale Giuseppe Sica – ha spinto gli analisti a rivedere drasticamente le valutazioni, sebbene alcuni target price rimangano superiori ai corsi attuali del titolo.
Il nodo degli interessi di mora e le comunicazioni al mercato
Al centro del contendere, come detto, vi sono gli interessi di mora, una componente del credito che per Bff rappresenta una fetta significativa del business, considerata l'esposizione verso la pubblica amministrazione e i suoi ritardi cronici nei pagamenti. La tesi degli inquirenti, stando a quanto ricostruito, verterebbe sulla correttezza dei criteri con cui questi interessi venivano contabilizzati a bilancio, una prassi che le stesse verifiche di Bankitalia avevano già posto in discussione. L'istituto, da parte sua, in una nota ufficiale ha precisato di essere a conoscenza delle indagini preliminari sin dalla loro apertura, dichiarando piena disponibilità a collaborare con i magistrati e ribadendo che le recenti azioni straordinarie, dagli accantonamenti al cambio al vertice, sono state il frutto di autonome valutazioni del management, e non una conseguenza diretta dell'inchiesta. La società ha inoltre assicurato che aggiornerà puntualmente il mercato non appena ci saranno sviluppi rilevanti, nel rispetto delle normative.




