Attacco russo nel Mar Nero contro nave turca: sei morti. Oltre 400 droni su Mosca nella notte
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Redazione Esteri
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Una nuova, pesantissima ondata di bombardamenti russi si è abbattuta sull'Ucraina nella notte tra sabato e domenica, colpendo con particolare ferocia sia le rotte commerciali del Mar Nero sia il cuore della capitale Kiev. Le autorità di Kiev hanno reso noto che un attacco missilistico, portato a termine con tre missili da crociera, ha centrato una nave mercantile di proprietà turca che batteva bandiera della Guinea-Bissau, provocando la morte di almeno sei marittimi.
La nave, stando a quanto riferito dalla marina ucraina in un comunicato diffuso su Telegram, stava trasportando un carico di cereali e stava lasciando la zona di guerra quando è stata colpita, un'azione che Mosca ha condotto nonostante i rischi per la navigazione internazionale e per le vite dei civili che quei mari continuano a solcare.
La strage sul mercantile e il bilancio delle vittime
L'incidente nel Mar Nero ha scosso profondamente gli equilibri già fragili della regione, gettando nuova luce sui pericoli che le navi civili corrono quotidianamente in quelle acque. Stando alle prime ricostruzioni diffuse dalla marina ucraina, l'attacco alla nave turca ha causato un numero di vittime che al momento si attesta a sei morti; le operazioni di soccorso hanno permesso di trarre in salvo otto membri dell'equipaggio, che sono stati trasportati in un ospedale di Odessa per ricevere le cure del caso, mentre il numero dei dispersi rimane ancora da accertare con precisione.
Gli attacchi russi non si sono limitati al bersaglio navale ma hanno investito con violenza inaudita anche il territorio ucraino: nelle ultime ventiquattr'ore, i raid hanno seminato morte e distruzione in tutto il Paese, con un bilancio provvisorio che parla di venti vittime e almeno centoquarantadue feriti, un numero destinato purtroppo ad aumentare man mano che i soccorsi raggiungono le zone più colpite.
La pioggia di missili su Kiev e il racconto dei sopravvissuti
La capitale ucraina è stata uno degli obiettivi principali di questa offensiva notturna, bersagliata da una vera e propria pioggia di missili balistici lanciati dalla regione russa di Bryansk, che hanno cominciato a cadere poco dopo l'una e venti del mattino. Il quartiere di Lukianivska, nella zona centrale di Kiev, è stato nuovamente preso di mira e i boati delle esplosioni hanno svegliato l'intera città, gettando la popolazione in uno stato di terrore che ormai si ripete con frequenza drammatica da più di un anno di conflitto.
Una residente, Eleonora Belei, ha raccontato al Kyiv Independent che quella notte è stata la più spaventosa che abbiano mai vissuto, un sentimento condiviso da molti abitanti che hanno visto le loro case tremare sotto i colpi dei missili, mentre le sirene antiaeree sono risuonate all'una e ventiquattro minuti, annunciando l'arrivo di un attacco che l'aeronautica militare ucraina ha descritto come estremamente imponente.
Il presidente Volodymyr Zelensky, intervenendo sulla situazione, ha definito il bombardamento come uno dei più grandi attacchi con missili balistici mai condotti dalla Russia contro la capitale, un'operazione che ha coinvolto un numero impressionante di armamenti e che ha messo a dura prova le difese aeree del Paese.
La difesa aerea russa e i droni su Mosca
Il conflitto, come ormai accade sempre più spesso, ha prodotto effetti anche sul territorio della Federazione Russa, con la regione di Mosca che è stata oggetto di un attacco massiccio da parte di droni ucraini, un'incursione aerea senza precedenti che ha tenuto in scacco la capitale russa per l'intera notte.
Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha reso noto che tra le 20:30 di sera e le 5 del mattino, oltre quattrocento droni nemici hanno sorvolato la regione, un numero talmente elevato da costringere le forze di difesa aerea a un'operazione di intercettazione su larga scala per proteggere la città.
La maggior parte dei velivoli è stata neutralizzata a distanza dalle batterie antiaeree, ma ben ottantacinque droni sono stati distrutti in fase di avvicinamento alla capitale, segno che l'offensiva ucraina era mirata a colpire il centro nevralgico del potere russo, un rischio che Mosca non può più permettersi di ignorare e che sta cambiando le dinamiche di una guerra sempre più combattuta nei cieli.




