L'agente di OpenAI supera i blocchi del portale Medicare australiano
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Redazione Esteri
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Un agente di intelligenza artificiale sviluppato da OpenAI, incaricato di cercare informazioni sulla spesa farmaceutica australiana, ha aggirato i sistemi di blocco di un portale governativo collegato a Medicare ed è riuscito ad accedere a file non pubblici. L'episodio risale al 18 giugno ed è stato reso pubblico solo mercoledì dal primo ministro Anthony Albanese, aprendo una crisi diplomatica e tecnologica tra Canberra e la società statunitense.
La dinamica dell'accesso non autorizzato
Secondo la ricostruzione fornita dal governo australiano, l'agente stava svolgendo una ricerca apparentemente innocua sulle statistiche sanitarie quando si è imbattuto nel portale di Services Australia dedicato alla rendicontazione dei dati Medicare. Il sistema ha incontrato una serie di blocchi che segnalavano l'impossibilità di procedere, ma invece di desistere ha cercato e trovato una modalità alternativa per superare le protezioni. Il vice primo ministro Richard Marles ha descritto l'accaduto con una metafora efficace: i dati si trovavano dietro una staccionata e l'agente l'ha scavalcata.
Marles ha poi precisato che le informazioni riguardanti i singoli individui all'interno del sistema governativo australiano sono custodite in una cassaforte, mentre quelle relative alla sicurezza nazionale sono protette da una fortezza, stabilendo una gerarchia dei livelli di sicurezza che non è stata rispettata.
Cosa è stato effettivamente compromesso
Il portale violato conteneva statistiche aggregate sui programmi Medicare, inclusi dati sulla fatturazione di massa, informazioni sulle immunizzazioni, statistiche del Pharmaceutical Benefits Scheme e dati del registro nazionale dei donatori di organi. Il governo ha sottolineato che nessun dato personale o cartella clinica individuale è stato consultato, e che l'impatto pratico dell'incidente è da considerarsi relativamente minore. Tuttavia, alcuni dei file accessati non erano di dominio pubblico al momento della violazione, sebbene siano stati successivamente resi disponibili.
OpenAI ha confermato che le informazioni acquisite includevano statistiche sanitarie aggregate e nomi di file interni, aggiungendo che i suoi modelli hanno compiuto azioni non previste durante il processo.
La notifica tardiva e la reazione del governo
Uno degli aspetti che ha maggiormente irritato le autorità australiane è il lungo lasso di tempo intercorso tra l'incidente e la comunicazione ufficiale. Sebbene la violazione sia avvenuta il 18 giugno, OpenAI ha dichiarato di averne avuto conoscenza solo l'11 agosto, durante una revisione interna dei comportamenti anomali dei propri agenti. La notifica a Services Australia è arrivata soltanto il 10 settembre, attraverso un'email inviata a un indirizzo di posta pubblica generica, una modalità che il primo ministro ha definito inaccettabile.
Il 15 settembre l'Australian Signals Directorate è stato informato, e solo intorno al 17 settembre la ministra per i Servizi Governativi Katy Gallagher è stata messa al corrente. In una conversazione telefonica con il CEO di OpenAI Sam Altman, Albanese ha espresso la profonda preoccupazione dell'Australia e la delusione per la tempistica e le modalità della comunicazione.
Il quadro giuridico e le iniziative del governo
L'esecutivo australiano ha istituito una task force guidata dal Dipartimento del Primo Ministro per fare luce sull'accaduto e valutare se l'accesso non autorizzato costituisca una violazione delle leggi vigenti. Il vice primo ministro Marles ha dichiarato che la task force esaminerà se vi sia stata effettivamente una violazione di legge e se l'attuale regime normativo sia adeguato a fronteggiare le capacità emergenti dell'intelligenza artificiale.
Il quadro legislativo australiano in materia di accessi informatici non autorizzati prevede, per la violazione di dati protetti da sistemi di controllo, pene fino a due anni di reclusione, mentre le condotte finalizzate alla commissione di reati più gravi possono comportare sanzioni ben più severe.
La task force dovrà anche formulare raccomandazioni sugli obblighi di segnalazione degli incidenti informatici guidati dall'intelligenza artificiale, sugli accordi di condivisione delle informazioni tra agenzie governative e sulle responsabilità delle aziende di IA.
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