Ritiro ordinato delle banche europee dalla Russia
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
La Banca Centrale Europea (BCE) ha ordinato alle banche europee di preparare un piano di ritiro dalla Russia. Questa mossa è stata motivata dal timore che le banche del Vecchio Continente che operano con Mosca possano essere colpite dalle sanzioni americane.
Unicredit e le sanzioni russe
Unicredit, una delle principali banche europee, ha già risentito delle tensioni tra la Russia e l'Occidente. Il tribunale di San Pietroburgo ha sequestrato beni di Unicredit Russia per un valore di 463 milioni di euro. Questa misura è stata presa in risposta a un contenzioso risalente allo scorso anno tra la RusKhimalyans, un'impresa di produzione di gas liquido partecipata da Gazprom, e il gruppo con sede a Milano. Nonostante il carattere provvisorio e cautelativo del sequestro, è probabile che sia una risposta simmetrica alle sanzioni occidentali nei confronti della Russia.
La risposta di Unicredit
Dopo il sequestro, Unicredit ha annunciato che si opporrà alla sentenza russa. Una precedente sentenza aveva stabilito Parigi come foro competente per il caso, il che potrebbe fornire a Unicredit un terreno più favorevole per la sua opposizione.
Altre banche coinvolte
Non solo Unicredit è coinvolta in questa situazione. Anche altre importanti banche europee, come Commerz e Deutsche, sono state coinvolte nel ritiro ordinato dalla BCE. Questo dimostra l'ampiezza e la gravità della situazione, che va ben oltre il singolo caso di Unicredit. La BCE sta chiaramente cercando di proteggere l'intero sistema bancario europeo dalle potenziali ripercussioni delle sanzioni contro la Russia.




