Mara Carfagna e il risultato di Noi Moderati, mentre il centrosinistra supera il centrodestra per voti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mara Carfagna, leader di Noi Moderati, ha espresso soddisfazione per il “risultato incoraggiante” ottenuto dalla sua forza politica nelle recenti elezioni regionali, un esito che, sebbene numericamente contenuto, viene considerato una “base solida” per future costruzioni. La Carfagna, la quale ha sottolineato come il partito fosse “solo una somma di sigle” fino a poco più di due anni fa, ha rimarcato l’importanza della presenza territoriale con liste qualificate, composte in gran parte da uomini e donne della società civile, e dei circa centoventimila voti complessivamente raccolti. Un dato, questo, che si inserisce in un quadro generale dominato, come da lei stessa evidenziato, da un crollo dell’affluenza che ha finito per penalizzare, secondo la sua analisi, il voto di opinione.

Il pareggio nelle regioni e il sorpasso in voti

Le elezioni regionali si sono concluse con un bilancio in termini di territori che, in superficie, appare perfettamente in equilibrio: tre regioni, ovvero Marche, Veneto e Calabria, sono andate al centrodestra, mentre altre tre, Toscana, Puglia e Campania, sono state conquistate dal centrosinistra. Tuttavia, andando a scrutinare il dato numerico complessivo dei consensi, emerge un quadro differente: la coalizione di centrodestra ha totalizzato 3.836.591 preferenze, un numero inferiore rispetto alle 4.118.640 della coalizione di centrosinistra. Questo scarto, che ammonta a quasi trecentomila voti, è stato spiegato dal sondaggista Antonio Noto con il fatto che il centrosinistra si è aggiudicato regioni dalla popolazione più numerosa, un elemento che, inevitabilmente, ha pesato sul computo finale.

Il caso della Campania e l'elezione di Fico

In Campania, dove lo scrutinio si è concluso con l’esame di 5.825 sezioni, il candidato del campo largo Roberto Fico è stato eletto presidente con una percentuale molto ampia, pari al 60,63%, che corrisponde a 1.286.188 voti. L’assemblea regionale si è composta con l’elezione di 49 consiglieri, ai quali vanno aggiunti lo stesso Fico, in virtù della carica presidenziale, e il candidato sconfitto del centrodestra, Edmondo Cirielli. L’articolata composizione del consiglio regionale campano, la cui elezione è avvenuta circoscrizione per circoscrizione, ha visto una distribuzione dei seggi tra le diverse forze politiche, con liste che hanno presentato, com’è noto, i propri candidati, alcuni dei quali eletti e altri invece piazzatisi nelle posizioni successive, pronte a subentrare in caso di eventuali rinunce.

La geografia del voto nelle circoscrizioni

Nella circoscrizione di Napoli, che assegna 26 seggi, si sono registrati eletti per il Partito Democratico, per il Movimento 5 Stelle e per le liste collegate ai candidati presidenti, come “Roberto Fico Presidente” e “Cirielli Presidente”, oltre che per Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. Un discorso analogo vale per le altre province: a Salerno, con i suoi 9 seggi, a Caserta, che ne ha 8, e nelle circoscrizioni più piccole di Avellino e Benevento, ognuna delle quali ha contribuito a formare l’emiciclo regionale con una rappresentanza proporzionale al peso demografico. L’esito complessivo del voto, che ha visto affermarsi in Veneto il centrodestra con Alberto Stefani e in Puglia il centrosinistra con Antonio Decaro, delinea dunque una fotografia politica frammentata, dove al pareggio territoriale fa da contraltare un leggero, ma significativo, vantaggio in voti per la coalizione di centrosinistra.

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