Vince 500mila euro al Gratta e vinci, ma è irregolare: il tribunale lo regolarizza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Acquistato con il denaro raccolto chiedendo l’elemosina davanti a un supermercato di Pesaro, quel biglietto da cinque euro – valuto comune per chi vive ai margini – si è rivelato vincente per una cifra che sfiora il mezzo milione di euro.

La fortuna, baciando Imagbe Ehizomwengie, trentaseienne originario della Nigeria, ha però innescato una complessa vicenda giudiziaria legata al suo status di cittadino privo di permesso di soggiorno, trasformando quella che sarebbe dovuta essere una immediata liberazione dalla miseria in un paradosso burocratico destinato a risolversi solo attraverso una sentenza favorevole del tribunale.

L'incubo burocratico di una vincita impossibile

Acquistato il biglietto fortunato nel novembre del 2025 – dunque in un periodo in cui l'uomo viveva ancora una condizione di irregolarità protrattasi per circa quattro anni –, il premio si è subito scontrato con un muro normativo invalicabile. Senza documenti validi, non solo non avrebbe potuto aprire un conto corrente, requisito essenziale per accreditare la vincita attraverso i canali ufficiali come previsto per i premi di quella entità, ma rischiava addirittura di veder sfumare ogni possibilità di riscatto.

Per aggirare l'ostacolo, ha tentato una soluzione affidata a un connazionale, il quale però ha incassato il denaro appropriandosene di fatto, finché un intervento della collettività nigeriana non ha portato a un accordo: la metà della somma, 250mila euro, è stata trasferita a un cugino, diventando il capitale necessario per rilevare un negozio a Falconara Marittima.

La sentenza che cambia la vita: arriva la protezione speciale

Sullo sfondo di questa complessa ricostruzione patrimoniale, Imagbe aveva già avviato da tempo un percorso legale parallelo per ottenere il permesso di soggiorno. Arrivato in Italia nel 2022 – dopo essere fuggito dalla Nigeria per sottrarsi all'obbligo imposto dalla tradizione familiare di entrare in una setta segreta capeggiata dal padre –, aveva visto la questura di Pesaro respingere la sua richiesta di protezione speciale, lasciandolo in un limbo giudiziario.

La svolta è arrivata quando il tribunale di Ancona, rivedendo la posizione dell'uomo, ha accolto il suo ricorso valutando positivamente elementi concreti come la buona padronanza della lingua italiana, l'assenza di precedenti penali e un effettivo percorso di integrazione sociale sul territorio. Il riconoscimento della protezione speciale ha finalmente permesso l'emissione del titolo di soggiorno, rimuovendo così l'ultimo ostacolo che gli impediva di vedersi accreditare l'intera somma.

Un negozio come riscatto economico e sociale

Una volta regolarizzato, l'uomo ha potuto quindi disporre liberamente del capitale vinto, utilizzandolo per investire nell'attività commerciale già individuata grazie all'accordo con il cugino. Quel negozio a Falconara Marittima rappresenta adesso non solo uno sbocco occupazionale concreto, ma anche la dimostrazione pratica di come una vincita occasionale possa intersecarsi con le maglie della giustizia per produrre un'inclusione piena.

La vicenda, riportata da fonti locali come Il Resto del Carlino, si chiude dunque con un lieto fine che restituisce dignità economica a chi per anni aveva vissuto ai margini, trasformando mezzo milione di euro in una leva per l'autosufficienza anziché in una sterile beffa burocratica.

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