Regala un gratta e vinci alla fidanzata, lei vince 500mila euro e scappa di casa col bottino

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La quiete della provincia aquilana, quella stessa che spesso fa da sfondo a storie di ordinaria routine, è stata improvvisamente spezzata da un episodio che mescola fortuna, sentimenti e una prevedibile, quanto fulminea, resa dei conti. A Carsoli, un centro che si snoda lungo la via Tiburtina Valeria, il gesto apparentemente romantico di un uomo nei confronti della propria compagna si è trasformato in un caso giudiziario dai contorni ancora tutti da definire. Lui, forse ispirato dalla ricorrenza dell’otto marzo, ha deciso di deviare dal tradizionale omaggio floreale per puntare su un biglietto della lotteria istantanea: un “Gratta e Vinci” dal valore di cinque euro, acquistato presso la ricevitoria all’interno di un bar.

La sorte, si sa, è capricciosa, e in questo caso ha deciso di baciare proprio quel tagliando. L’importo vinto è tutt’altro che simbolico: parliamo di 500mila euro. Una cifra che, immaginiamo, ha trasformato in un istante l’euforia della scoperta in una silenziosa, e per lui inaspettata, strategia di allontanamento. La donna, infatti, dopo aver realizzato l’entità della vincita, ha provveduto a depositare il prezioso biglietto in banca, assicurandosi così la custodia del Titolo al portatore. Dopodiché, ha fatto perdere le proprie tracce.

La fuga e il silenzio

Quel che doveva essere un gesto d’affetto si è risolto in un’assenza. La donna non ha fatto rientro nell’abitazione che condivideva con il compagno e, a quanto risulta, ha smesso di rispondere al telefono. Un muro di silenzio che l’uomo, probabilmente ancora incredulo per il ribaltamento della situazione, ha interpretato come il preludio a una rivendicazione esclusiva della somma. La sua convinzione, suffragata dal fatto di essere stato lui a effettuare l’acquisto materiale del tagliando, è che la vincita debba essere suddivisa o, quantomeno, che a lui spetti una quota legittima.

Le possibili conseguenze legali

Di fronte a questa impasse, l’uomo ha manifestato l’intenzione di rivolgersi ai carabinieri. La sua posizione, dal punto di vista fattuale, si fonda sul concetto di proprietà del titolo: sebbene il regalo fosse stato formalizzato in occasione della festa della donna, la dinamica dell’acquisto e l’intenzione dichiarata al momento del dono (“invece della mimosa ti regalo questo”) potrebbero rivelarsi elementi dirimenti in una eventuale controversia. Il caso, che si consuma in un piccolo centro come Carsoli, pone sul tappeto una questione spinosa: un regalo, una volta fatto e materialmente consegnato, è suscettibile di essere “ripensato” quando l’entità economica dello stesso supera ogni più rosea aspettativa?

La cronaca di un gesto che cambia i rapporti

Non si tratta di una semplice lite domestica, bensì di una vicenda che ha già assunto i connotati di una potenziale causa civile. L’uomo, che ha compiuto l’acquisto nella ricevitoria del bar, si trova ora nella condizione di dover dimostrare la propria volontà originaria o, al contrario, di provare l’eventuale esistenza di un accordo implicito sulla divisione. La donna, dal canto suo, detiene fisicamente il biglietto vincente, un titolo che per sua natura è “al portatore” e che quindi, salvo prove contrarie, attribuisce il diritto alla riscossione a chi ne è in possesso. Le indagini, qualora venissero formalmente richieste dai carabinieri, si concentrerebbero presumibilmente sulle testimonianze dei presenti al momento dell’acquisto e sulla ricostruzione delle frasi scambiate tra i due subito dopo la scoperta della vincita. Una vicenda, insomma, che trasforma un sogno di ricchezza improvvisa in un incubo di diffidenza e, forse, nella fine definitiva di un rapporto.

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