Tragedia a Glorenza: Leon muore travolto da una statua
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Redazione Interno
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Nella quiete notturna di Glorenza, dove l’aria frizzante dell’alta Val Venosta avvolge le case come un manto, si è consumato un fatto luttuoso che ha spezzato l’esistenza di Leon Moser, diciannovenne di Tubre. Era l’alba del giorno festivo, poco dopo le tre, quando la dinamica di un gesto giovanile, un’arrampicata sulla monumentale fontana bronzea di piazza Municipio, si è convertita in tragedia.
La dinamica dell'incidente
Il gruppo di amici, che fino a quel momento aveva condiviso la spensieratezza tipica di un’età in cui la notte non ha confini, si è trovato davanti a una scena improvvisa e agghiacciante: la statua, simbolo del borgo da più di un secolo, ha ceduto sotto il peso del giovane, travolgendolo e causandogli, stando alle prime ricostruzioni, lesioni talmente gravi da risultare fatali sul colpo.
I soccorsi e la comunità scossa
L’intervento dei soccorsi, tempestivo e solerte, si è rivelato purtroppo inutile. I volontari della Croce Bianca e i Vigili del Fuoco, giunti sul posto con la speranza di poter fare ancora qualcosa, non hanno potuto che constatare la cruda realtà. La pesante scultura in bronzo, che per generazioni aveva osservato silenziosa la vita del paese, è diventata in un attimo l’artefice di una fine assurda, che ha lasciato un vuoto profondo nel cuore della Val Monastero e ben oltre i suoi confini.
Un luogo di ritrovo trasformato in santuario
La piazza, che normalmente è il cuore pulsante della vita sociale di Glorenza, in queste ore si è trasformata in un luogo di raccoglimento spontaneo e di memoria. Candele, fiori e messaggi commossi sono stati deposti ai piedi della fontana, ora transennata e resa inaccessibile, a formare un mesto santuario laico. Quel punto di ritrovo, che per anni era stato scenario di giochi e chiacchiere, oggi racconta una storia diversa, fatta di un assordante silenzio e di lacrime che si mescolano all’acqua della vasca.
Il ricordo di Leon e le indagini in corso
Leon, stando a quanto trapela da chi lo conosceva, era un ragazzo con la passione per la montagna e un sogno nel cassetto: quello di solcare i cieli come pilota di elisoccorso. Un’aspirazione, la sua, che parla di un animo votato all’aiuto del prossimo e all’amore per il proprio territorio, resa ora ancor più straziante dalla circostanza che lo ha visto, paradossalmente, vittima di un soccorso che non è mai potuto arrivare. Le indagini delle autorità competenti sono in corso per accertare con precisione le cause del cedimento.




