Dubai, nuovo attacco con un drone iraniano: centrata una torre nel Creek Harbour

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nel cuore della notte, mentre la città dei grattacieli e del lusso si preparava a un nuovo giorno, un’ombra silenziosa ha squarciato il cielo di Dubai. Un drone, partito dall’Iran e carico di esplosivo, ha centrato in pieno un edificio residenziale nella zona di Dubai Creek Harbour, un distretto che rappresenta una delle pièces de résistance dell’architettura contemporanea locale. I vigili del fuoco, allertati immediatamente, sono intervenuti per domare le fiamme che divampavano da una delle unità abitative ai piani alti. Le autorità, come spesso accade in questi casi, hanno fatto sapere tramite i propri canali ufficiali che il rogo — le cui immagini hanno fatto il giro del mondo mostrando una lingua di fuoco e un pennacchio di fumo nero levarsi nella notte — è stato circoscritto e infine spento, senza che si registrassero vittime o feriti tra i residenti. Un copione, quello dell’attacco con velivoli senza pilota, che purtroppo sta diventando fin troppo familiare per gli Emirati.

Quest’ultimo episodio, infatti, si inserisce in una escalation di violenza che ha visto la regione del Golfo trasformarsi in un teatro di scontro aperto. Già nelle ore precedenti, altri due droni avevano fatto precipitare i propri detriti nei pressi dell’aeroporto internazionale di Dubai, scalo tra i più trafficati al mondo per passeggeri internazionali, causando il panico e costringendo le persone a cercare riparo. Le minacce, del resto, non sono più solo implicite. Fonti della televisione di stato iraniana, citate da agenzie di stampa internazionali, hanno rivelato che l’edificio preso di mira nella zona di Creek Harbour sarebbe stato un “nascondiglio” per soldati statunitensi. Un’affermazione grave, questa, che getta una luce sinistra sull’accaduto e sembra voler legittimare l’attacco come un’azione bellica contro forze nemiche, sebbene l’edificio, almeno apparentemente, sia una comune torre residenziale affacciata sul canale.

La dinamica dell’accaduto è stata ricostruita minuziosamente: dopo l’impatto, che ha provocato danni visibili alla struttura, la polizia scientifica e gli artificieri hanno setacciato la zona per mettere in sicurezza i frammenti dell’ordigno e raccogliere elementi utili all’inchiesta. Si parla di detriti caduti in almeno due località diverse, a testimonianza di un attacco non isolato ma coordinato. Il clima in città, va detto senza giri di parole, è tesissimo. Molte aziende — soprattutto nel vicino distretto finanziario, dove hanno sede banche e istituzioni creditizie — e diversi uffici sono stati evacuati nelle ore immediatamente successive all’allarme, dopo che Teheran aveva minacciato esplicitamente di colpire obiettivi economici legati a filo doppio con Stati Uniti e Israele

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