Nuovo ISEE 2025: esclusi buoni postali e titoli di Stato fino a 50.000 euro
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Redazione Economia
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Dal 5 marzo 2025, l’ISEE, l’indicatore che misura la situazione economica delle famiglie italiane, subirà una significativa revisione. La novità più rilevante riguarda l’esclusione di buoni postali, libretti di risparmio e titoli di Stato fino a un valore massimo di 50.000 euro dal calcolo dell’indicatore. Una modifica che, sebbene annunciata da tempo e formalizzata nel DPCM n. 13/2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 gennaio 2025, ha visto un ritardo nell’applicazione pratica.
Il provvedimento, inizialmente previsto per il 5 marzo, è stato posticipato ad aprile a causa della mancanza di istruzioni operative e moduli aggiornati necessari per la compilazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). Le amministrazioni pubbliche, infatti, hanno 30 giorni di tempo per adeguarsi alle nuove regole, ma al momento non sono ancora stati forniti gli strumenti necessari per garantire una transizione fluida.
L’esclusione di questi strumenti finanziari dal calcolo dell’ISEE rappresenta un cambiamento importante, soprattutto per le famiglie con figli studenti e per chi fa affidamento su agevolazioni come borse di studio, sgravi fiscali o ticket sanitari. Fino a oggi, infatti, la presenza di buoni postali o titoli di Stato poteva influire negativamente sull’accesso a queste prestazioni, penalizzando anche chi possedeva somme modeste, spesso frutto di risparmi familiari.
La modifica, introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 e confermata dal DPCM, mira a semplificare l’accesso alle agevolazioni sociali, riducendo il peso di strumenti di risparmio considerati a basso rischio e garantiti dallo Stato. Tuttavia, il ritardo nell’applicazione pratica rischia di creare confusione tra i cittadini, molti dei quali si troveranno a dover attendere ulteriori chiarimenti prima di poter beneficiare delle nuove regole.
Nonostante lo slittamento, la riforma rappresenta un passo avanti significativo, soprattutto per chi ha investito in prodotti finanziari sicuri come i Buoni del Tesoro Poliennali (BTP) o i libretti di risparmio postali. La soglia di 50.000 euro, inoltre, sembra essere stata scelta per garantire un equilibrio tra la tutela del risparmio e la necessità di mantenere un criterio equo per l’accesso alle agevolazioni.




